Cinghiali, caso in Senato: il sottosegretario striglia le Regioni

Cinghiali, caso in Senato: il sottosegretario striglia le Regioni

Redazione

Cinghiali, caso in Senato: il sottosegretario striglia le Regioni

Mer, 21/10/2020 - 15:31

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Cinghiali, caso in Senato: il sottosegretario striglia le Regioni

Il caos cinghiali finito in Senato. Con il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, che striglia le Regioni, rispondendo a un’interrogazione in cui era stato sollevato nuovamente il problema dei cinghiali e degli animali selvatici. Che provocano circa 10mila incidenti l’anno sulle strade italiane. Caso che era stato portato in Parlamento dopo l’incidente mortale che si era verificato in Umbria.

Caccia al cinghiale, apertura con tante ombre

Una problematica che necessita di un intervento immediato da parte delle Istituzioni finalizzato a contenere il proliferare dei cinghiali, passati da una popolazione di 900.000 capi in Italia nel 2010 a quasi 2 milioni di oggi. La questione è stata sollevata nuovamente in Senato, attraverso una interrogazione parlamentare alla quale ha risposto

La legge 11 febbraio 1992, n. 157 – ha ricordato il sottosegretario L’Abbate – è la normativa di riferimento per la protezione della fauna omeoterma ed il prelievo venatorio e affida alle Regioni la gestione faunistica, individuando alcuni strumenti per il contenimento della popolazione di cinghiali. Tra questi: il prelievo venatorio, il divieto di rilascio di cinghiali, il divieto di foraggiamento, il controllo faunistico”.

Il prelievo di cinghiali

Alcune Regioni hanno già regolamentato il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alle specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari previsti dalla legge 157/1992 attraverso la predisposizione, secondo quanto previsto dalla legge 248/2005 e sentito il parere dell’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, di adeguati piani di abbattimento selettivi – ha spiegato il sottosegretario distinti per sesso e classi di età. Tenendo conto dell’esigua consistenza del personale delle Amministrazioni regionali e provinciali, è previsto anche il coinvolgimento di altre figure specializzate che vengono autorizzate ad effettuare attività di controllo numerico delle specie faunistiche, attraverso coadiutori formati mediante appositi corsi validati sempre dall’Ispra. Pertanto, invito le Regioni dove la popolazione di ungulati risulti eccessiva e che non abbiano ancora provveduto, ad adoperarsi con adeguati piani di gestione”.

La legge per gli ulteriori contenimenti

Alla Camera dei Deputati, inoltre, è in discussione la proposta di legge recante “Disposizioni di sostegno e semplificazione per il comparto agricolo”, che introduce misure volte ad agevolare ulteriori interventi di contenimento, tra cui l’ampliamento dell’arco temporale nel quale è autorizzata la selezione.

Rischio peste suina, presto i Piani di controllo

Al fine di proteggere il patrimonio suinicolo nazionale da rischio di trasmissione del virus della peste suina – ha concluso Giuseppe L’Abbate – è in via di definizione, per l’approvazione urgente da parte di un prossimo Consiglio dei Ministri, la norma che istituisce i Piani di controllo e monitoraggio della evoluzione della malattia”.

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