CINEMA, SCANDALO PER “LA SELLA DEL VENTO”: PRODUTTORE RITIRA FILM, SI SCUSA E SI GIUSTIFICA “UN SUICIDIO SOFT”. OLE’ - Tuttoggi.info

CINEMA, SCANDALO PER “LA SELLA DEL VENTO”: PRODUTTORE RITIRA FILM, SI SCUSA E SI GIUSTIFICA “UN SUICIDIO SOFT”. OLE’

Redazione

CINEMA, SCANDALO PER “LA SELLA DEL VENTO”: PRODUTTORE RITIRA FILM, SI SCUSA E SI GIUSTIFICA “UN SUICIDIO SOFT”. OLE’

Dom, 28/11/2010 - 01:00

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di Carlo Ceraso

Film sospeso e trailer oscurato da siti e social network. Arriva dopo neanche 12 ore dalla denuncia di Tuttoggi.info, la decisione del produttore del film “La sella del vento” di ritirare dalla visione il lungometraggio che aveva suscitato indignazione nella città di Spoleto. Come si ricorderà la pellicola, totalmente girata nel ternano, si concludeva però in territorio spoletino, con il suicidio di uno dei protagonisti dal Ponte delle Torri di Spoleto. Una scena agghiacciante, con la cinepresa che riprende il volo di un manichino lanciato nel vuoto.

L’incalzare dei media (quasi tutti i quotidiani umbri hanno oggi ripreso la notizia di TO® contattando i protagonisti) ha convinto Roberto Vallerignani, produttore ed autore dell’omonimo romanzo su cui si basa il film, a sospendere la visione della pellicola.

Lo stesso sindaco di Spoleto aveva annunciato di voler tutelare l’immagine della città anche in virtù del fatto che al Comune non era giunta alcuna richiesta di autorizzazione a girare sul Ponte delle Torri. Posizione condivisa anche dall’opposizione arrivata ad ipotizzare anche la costituzione di parte civile contro la produzione del film. La decisione di Vallerignani – che in una nota a Tuttoggi.info ha chiede scusa alla Città di Spoleto, alle vittime del Ponte e ai loro familiari – è arrivata al termine di una giornata nervosa e non senza qualche contraddizione fra regia e produzione.

NESSUN PATROCINIO… il primo ad essere contattato è l’assessore al turismo di Terni Roberto Fabrini (Idv) che smentisce di aver mai concesso il patrocinio alla pellicola. “Abbiamo solo messo a disposizione la sala per la presentazione, tutto qui. Ho assistitto alla Prima del film, tutto qui, il resto dovete chiederlo al regista” dice con fare sbrigativo l’energico amministratore. Peccato che sulla locandina posta all’ingresso del Cityplex Politeama, come sostengono alcuni, c’era stampato lo stemma del Comune. Ma forse anche questo è sfuggito all’assessore.

…E NESSUNA AUTORIZZAZIONE – il regista Andrea Sbarretti risponde cortesemente alle domande e chiarisce la situazione. “Avevamo pochi mezzi e risorse e comunque con i molti suicidi che si sono verificati dal Ponte delle Torri non credo ci avrebbero mai dato l’autorizzazione” ammette candidamente “però alla fine penso che magari questa scena può servire per sensibilizzare l’opinione su questo tragico fenomeno… è sempre meglio parlarne che tacere”. Quanto al patrocinio Sbarretti aggiunge: “credo che il Comune ce lo ha dato, di certo ci ha messo a disposizione la sala comunale per la presentazione, comunque di questo sarà essere più preciso il produttore”. Perchè, per riprendere le considerazioni di un consigliere, non avete girato la scena in un altro luogo, magari sul ponte di Narni? “Non ce l’ho presente (eppure il film è ambientato quasi totalmente a Narni, n.d.r.), se è quello che penso, là dove transitano le auto, l’inquadratura sarebbe stata problematica. A Spoleto invece è venuta benissimo, la scena è risultata realistica. D’altra parte ci siamo attenuti al testo del romanzo che indica espressamente il Ponte di Spoleto”. Avete usato un manichino? “No, una tuta riempita di panni che abbiano lanciato nel vuoto”. Pensa di dover chiedere scusa? “Adesso sento il produttore e magari lunedì vi mandiamo un comunicato stampa congiunto”.

IL ROMANZO – la vicenda incuriosisce a ricercare l’omonimo libro di Vallerignani “La sella del vento” (David Zedda Editore, 16 €) sperando, nessuno se ne abbia a male, possa esser più coinvolgente del film (clicca qui la recensione di Cinzia Scami). A Narni si incrociano i destini di 4 amici alle prese con un vecchio patto d'amicizia da rispettare. La storia, mai convincente, non è sorretta da una prosa letteraria in grado di redimere un periodare monotono e privo di spunti brillanti. L'impalcatura paratattica è scolastica e il tentativo di dare uno un pò di vita con l'utilizzo del lessico colloquiale e di alcuni volgarismi a una materia così statica risulta stonato e fuori luogo, facendo stagnare ancora di più la scorrevolezza di un racconto che non riesce mai a decollare. È davvero faticoso avanzare nella lettura, l’autore non riesce a creare un'atmosfera di attesa e aspettativa che sono i motori della curiosità del lettore che, deluso, annaspa tra una sfilza di proverbi e luoghi comuni come “zero più zero fa zero non ci stanno cazzi” o “Marina subì quella frase con la stessa indifferenza di chi incassa un pugno allo stomaco da Mike Tyson” e ancora “la legna, come dice un detto popolare, scalda più volte: quando si taglia quando si sposta e infine quando brucia” per concludere il triviale monologo interiore di uno dei personaggi “Vaffanculo bastardo. Non me ne andrò da questo posto, sacco di merda. Non me ne frega un cazzo della tua autorità”. Anche l'amore descritto non trova le radici della passione, ma rimane fredda elencazione di circostanze lontane dalle dinamiche sentimentali dei personaggi che non evolvono e non prendono vita, che restano legati agli eccessivi tecnicismi e a particolari che rendono innaturali sentimenti da sempre spontanei. “Eppure…non riuscì a trattenere la commozione. Sentì il formarsi di una lacrima sul bordo di un occhio, realizzò il suo ampliarsi, alimentata millimetro dopo millimetro da altre secrezioni, finchè non diventò goccia e andò a cadere sulla sua camicia” scrive Vallerignani. La perplessità aumenta nel momento più drammatico del racconto, quello del suicidio, quando Giorgio giunge “sul tristemente noto Ponte dei Suicidi”, in cui ancora una volta l'impeto e l'irrazionale sono soffocati dentro descrizioni stucchevoli che non rendono credibile la scena: “raggiunse in un attimo la sponda a lui più vicina ed elogiò la capacità degli architetti che con poche cognizioni e senza mezzi erano riusciti a costruire, pietra su pietra, un'opera dalle colonne lunghe diverse decine di metri che sostenevano arcate strette ed imponenti”.

LE SCUSE – il mea culpa del produttore e scrittore arriva nel pomeriggio, contemporaneamente alla sospensione del trailer da Youtube. Una lunga lettera con la quale Vallerignani tenta, non sempre riuscendoci, di giustificarsi. Come quando ammette “un pò di ignoranza” circa la richiesta di autorizzazione (ma il regista sapeva), o che “subito dopo la proiezione a Terni avrebbe voluto contattare il Comune di Spoleto per verificare impressioni e possibilità di proiezione in città”. Ecco, come a dire, prima ti do uno schiaffo, poi ti chiedo se ti dispiace. E pensare che, a guardar alcuni lanci di agenzia, il cast già pensava di sbarcare nientepopodimenoche a Cannes e Venezia. Lascia basiti la frase con cui definisce “soft, il gesto del ragazzo che si getta dal ponte”, almeno, a suo dire, per come lo ha descritto nel proprio libro: cosa può esserci di soft in un gesto estremo solo lui lo sa. Il produttore comunque chiude la missiva porgendo le proprie scuse a tutti e annunciando una prossima telefonata al Sindaco di Spoleto “sperando così di chiarire definitivamente la vicenda”. Bisognerà ora vedere se il primo cittadino (ma anche l’opposizione) si accontenterà delle scuse, sicuramente sentite ma certo tardive, e se le stesse basteranno ad annullare la violazione commessa dalla troupe nel girare senza le necessarie autorizzazioni.

IL TESTO integrale della missiva di Roberto Vallerigiani a Tuttoggi.info: “Sono Roberto Vallerignani, autore del romanzo incriminato e colui che ha raccolto la modesta somma per dar vita al film. Non parlo della qualità del film e tantomeno del romanzo, ognuno ha il diritto di esporre le proprie idee, anzi, l'opinione per me è sempre la benvenuta. Faccio una premessa: non è mai stato chiesto il patrocinio del Comune di Terni, la presentazione del film nella sala consiliare del Comune è stata una cortesia da parte dell'Istituzione ed in particolare dell'Assessore al turismo Dr. Roberto Fabrini, che noi della troupe ringraziamo ancora. Quindi non gettiamo colpe sull'amministrazione comunale solo per aver ospitato un prodotto realizzato quasi per intero nella zona di Terni. Dico solo che tutto quello che è stato fatto è stato fatto nella più assoluta buonafede, probabilmente con un pò di ignoranza, ma senza voler mancare di rispetto ad alcuno. Lo testimonia il fatto che subito dopo la proiezione a Terni avremmo contattato l'Amministrazione Comunale di Spoleto (così come volevamo fare con Narni e Rieti) per presentare il prodotto e per verificare impressioni e possibilità di proiezione in città. La sella del vento non ha né produzione né distribuzione (quindi zero possibilità di ritorno economico), è nato per una scommessa e si è sviluppato con il contributo incredibile di gente che fa cinema a tempo perso, prendendo le ferie per girare qualche minuto. Nello stesso giorno della scena incriminata, la troupe, proprio per mancanza di mezzi e denaro, si è dovuta muovere tra Spoleto, Narni e gli interni girati a Stroncone; chi sa di cinema (ed io purtroppo non sono fra questi) mi dice che solo quella scena avrebbe impiegato più di un giorno. Per quanto riguarda l'eventuale offesa rivolta ai familiari di chi ha avuto un lutto di quel genere, beh, permettetemi di dissentire. La scena nel romanzo è stata inserita proprio perché il sottoscritto è stato toccato da una vicenda simile, anche se non direttamente. E quando queste vicende ti capitano da ragazzo ti rimangono attaccate per tutta la vita. Tanto è vero che nel romanzo, il ragazzo che si getta dal ponte, lo fa in maniera soft, per non danneggiare ulteriormente i suoi genitori, i suoi amici. Lo fa raccontando al mondo intero che non è un ragazzo cattivo…proprio per non andare a gravare sulle coscienze di chi è rimasto a piangerlo. Chi ci conosce, poi, sa benissimo che nessuno di noi è a caccia di quel piccolo momento di visibilità. Io, per esempio, sono sempre a disposizione di chiunque abbia idee e voglia di sviluppare un progetto culturale. Con i mezzi che si hanno, per carità, ma con la voglia di fare qualcosa, senza l'ossessione della fama e della ricchezza. Chiudo qua. Rinnovo le scuse, a nome mio e di tutta l'organizzazione, all'amministrazione comunale di Spoleto, alla città tutta ed ai famigliari delle vittime di tali tragici eventi, e ribadisco con forza che nessuno aveva la benché minima intenzione di offendere. Nella giornata di lunedì sarà nostra cura telefonare al Sindaco di Spoleto per chiarire, si spera, definitivamente la vicenda. Da questo momento in poi verrà bloccata qualsiasi visione del film”.

LA LETTERA AL COMUNE: poco fa è trapelata anche la lettera inviata al Sindaco, poco diversa da quella trasmessa a Tuttoggi.info, nella quale Vallerignani conferma la sospensione del film almeno fino a quando non avrà chiarito con il Municipio spoletino “la brutta vicenda”. L'ultima parola, dunque, spetterà al primo cittadino Benedetti che ha già fatto sapere di voler vedere la pellicola e incontrare il regista prima di prendere ogni decisione.

© Riproduzione riservata

Aggiornato alle 10.27

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