Caccia Italia

“Cimitero degli animali”, mondo della caccia indignato per le accuse

I cacciatori non ci stanno a trovarsi additati da una parte della stampa nazionale come sfruttatori o addirittura torturatori di animali. Soprattutto (anche se non solo) se gli animali trovati morti sono perlopiù cani, come avvenuto a Scossici, in provincia di Macerata. In quello che è stato definito “il cimitero degli animali”, accanto al tracciato dell’autostrada, dove sono stati ritrovati, al momenti i resti di una cinquantina di cani e di un gatto. Un ritrovamento sul quale si sta indagando.

Ma qualcuno, appunto, ha già puntato l’indice contro il mondo della caccia, ipotizzando che si possa trattare di animali uccisi perché, appunto, non adatti alla caccia oppure ormai vecchi e malati. Come se i cacciatori, in realtà, non accudiscano con amore i cani insieme ai quali hanno trascorso tante ore della loro vita. Tanto più che uno degli animali trovati morti è un pastore maremmano e quindi non adatto alla caccia.

Il mondo venatorio, dunque, si è comprensibilmente mobilitati nel vedere certi servizi in tv e nel leggere certe notizie.

Federcaccia all’attacco

“Quanto sta circolando in queste ore, per altro su una scoperta risalente a più di un mese fa – commenta il presidente di Federcaccia, Massimo Buconi – è al solito imbarazzante e inaccettabile. Imbarazzante per i media, che invece di riportare una cronaca basata sulla realtà oggettiva dei fatti danno spazio a illazioni diffamatorie e ipotesi a senso unico colpevolizzando, ecco l’inaccettabile, come sempre una categoria intera di persone che con i propri cani hanno in realtà un legame emotivo e rapporti ben diversi da quelli che strumentalmente si cerca da anni di far passare per contribuire a disegnare il cacciatore come una figura spregevole e priva di sentimenti. Certo, nemmeno noi possiamo affermare il contrario. Non abbiamo la prova per poter affermare che l’autore, o gli autori, di questo infame gesto evidentemente ripetuto nel tempo non sia un cacciatore, ma prima di pronunciarci aspettiamo siano gli inquirenti a fornire l’esito delle indagini. Auspichiamo quindi che chi sta indagando sui fatti ponga tutta l’attenzione e la cura necessaria ad individuare il prima possibile i responsabili. E posso assicurare che qualora venisse provato il coinvolgimento di appartenenti al mondo venatorio – prosegue Buconi – Federcaccia sarà la prima ad esprimere e non solo a parole la sua ferma condanna, mettendosi a fianco degli organi giudicanti. A chiacchiere, dicerie e maldicenze diamo invece il peso che hanno, ovvero nulla. Non possiamo esimerci però – conclude Buconi – dal richiamare gli organi di stampa a quel dovuto dovere deontologico della verità dei fatti, che dovrebbe guidare ogni loro articolo”.

La pista satanica

Tra l’altr l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA), che ha presentato una denuncia alla Procura di Macerata dopo i primi ritrovamenti, aveva ipotizzato la pista satanica, vista la vicinanza del santuario della Madonna di Loreto, dicendosi pronta a fornire tutti i nomi delle sette che operano nella zona.