A qualche giorno dal termine di “Popoli e Religioni” il Film Festival che si svolge a Terni ormai da 12 anni, arriva il bilancio che porta i numeri di un buon successo.
“Pubblico raddoppiato rispetto all’anno scorso – comunicano gli organizzatori – oltre cinquemila studenti coinvolti tra scuole elementari, medie, superiori e università, una rete di collaborazioni che conta 19 partner locali, nazionali e internazionali, oltre 30 ospiti provenienti da tutto il mondo, 20 premi assegnati, 65 film proiettati tra cui due anteprime nazionali e un’anteprima mondiale, un cineforum in carcere, una degustazione di prodotti tipici, un’esperienza di realtà virtuale, uno spettacolo teatrale, tre concerti, una lezione di lingua dei segni e 8 performance di sand art”.
“Sotto il profilo economico il festival è costato circa 50mila euro”, spiega Stefania Parisi, direttore dell’Istess, organizzatore dell’evento. “Si tratta di un costo bassissimo per un festival delle nostre dimensioni ed è stato possibile grazie al volontariato degli organizzatori e dei partecipanti, a cui non viene riconosciuto alcun gettone di presenza e che pure sono rimasti entusiasti della nostra manifestazione e della nostra ospitalità. Il nostro principale sostenitore è la Fondazione Carit, ma per stare in pari con i conti abbiamo di maggiori contributi da parte degli enti pubblici”.
Quest’anno la presenza media ha superato i mille spettatori al giorno. “Il laboratori con le scuole hanno visto anche 800 ragazzi a mattinata”. Al festival hanno inoltre lavorato come stagisti gli studenti del Liceo Angeloni e quelli del Liceo Artistico. “Quello con le scuole è un rapporto in continua crescita di cui siamo particolarmente fieri” commenta Parisi.
Ma una crescita enorme si è registrata anche tra gli adulti. “Il pubblico dei pomeriggi e delle serate è quasi raddoppiato” spiega Arnaldo Casali, direttore artistico del festival. “Se l’anno scorso nelle proiezioni più di ‘nicchia’ – come i documentari del pomeriggio – avevamo 25-30 spettatori, quest’anno siamo passati a 50-60, mentre per i grandi eventi siamo passati da 150-200 a 250-300”.
Ma anche i rapporti sono cresciuti: “La novità più importante è stato il gemellaggio con il festival Religion Today di Trento, che ci ha aiutati moltissimo. Ma anche a livello internazionale abbiamo consolidato i rapporti con i festival di Zamosc in Polonia e La Salette in Francia e ne stiamo avviando altri in Asia”.
Un’altra caratteristica che ha segnato quest’edizione, è stata la partecipazione di molte celebrità al concorso. Personaggi come Maria Rosaria Omaggio ed Edoardo Siravo hanno scelto il festival di Terni per presentare il loro debutto da registi (aggiudicandosi rispettivamente il premio per la regia e quello per la sceneggiatura) mentre David Riondino ha vinto nella sezione documentari con il suo film Il papa in versi. Tra i nuovi premi istituiti, anche quello per il Miglior film umbro, “che vuole iscriversi nel rilancio del polo cinematografico regionale di cui fanno parte la Rete dei festival e la nuova Film Commission” spiega ancora Casali.
Nella foto un momento della presentazione del festival – Festival Popoli e Religioni, la XII edizione nel segno di Babele