Ceri, dal prefiltraggio ai dissuasori sul muretto | Ecco come sarà l’edizione 2018

Ceri, dal prefiltraggio ai dissuasori sul muretto | Ecco come sarà l’edizione 2018

Il sindaco di Gubbio Stirati ha ufficialmente presentato il “Piano sicurezza” per il prossimo 15 maggio, “Accorgimenti e responsabilità corali ma non si parla di numero chiuso né di festa militarizzata”

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Questa mattina, a due mesi dal 15 maggio, il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati ha finalmente illustrato il piano sicurezza definitivo predisposto per la Festa dei Ceri 2018. Presenti all’appuntamento il Tavolo dei Ceri con tutte le rappresentanze, Università dei Muratori (Fabio Mariani), Famiglie dei Ceri (Ubaldo Minelli per Sant’Ubaldo, Vittorio Fiorucci per San Giorgio, Alfredo Minelli per Sant’Antonio), Maggio Eugubino (Lucio Lupini), Curia Vescovile (don Mirko Orsini), alcune Forze dell’Ordine (Primo Lupatelli dei Vigili del Fuoco) e il progettista del ‘piano sicurezza’ Matteo Costantini.

Stiamo lavorando da mesi, con tutte le istituzioni preposte – ha sottolineato il primo cittadino – al ‘piano sicurezza’, necessario sulla base delle disposizioni di legge, dopo i tragici fatti di Torino in piazza San Carlo durante la finale di Champion’s League. Spetta a noi questo compito, come organo preposto alla sicurezza, di cui abbiamo la responsabilità legale e morale, con una serie di regole e provvedimenti circa la ‘safety’ (misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone) e la ‘security’ (servizi di ordine e sicurezza pubblica), ma è chiaro che c’è il pieno coinvolgimento di tutte le componenti della Festa”.

Stirati ha anche ricordato il confronto di martedì scorso (13 marzo) a Perugia con il Prefetto e il Questore sul piano predisposto dall’ing. Costantini, “riscontrando la massima collaborazione, anche nella valutazione dello spirito di una Festa millenaria che non va stravolta, né militarizzata né a numero chiuso“.

Voglio ricordare che il funzionario del Ministero Beni Culturali e Turismo Patrizia Cirino, responsabile del ‘Centro di documentazione e studi sulla Festa dei Ceri’, ha sottolineato il valore millenario e la portata demo/ento/antropologica dell’evento, e che la corsa non ha padroni né biglietto d’ingresso, ma è affidata alla cura comunitaria per il buon esito e lo svolgimento della manifestazione

Provvedimenti per l’edizione 2018

L’attenzione maggiore si concentra sul momento dell’Alzata in piazza Grande, con due obiettivi focali: uno sforzo importante per lo svolgimento della cerimonia evitando, però, di far subire ripercussioni negative alla serenità dell’intera manifestazione.

Il punto focale è la messa in sicurezza del “muretto” che delimita Piazza Grande, che di per sé, come struttura muraria, è sicurissima, ma non quando la gente vi sale sopra. Il Tavolo dei Ceri ha ripreso un progetto redatto anni fa dall’architetto Nello Teodori, che prevede l’installazione sul parapetto di “dissuasori” o “offendicula”, spuntoni di ferro realizzati artigianalmente, per i quali la Soprintendenza ha già espresso in via ufficiosa la compatibilità sotto il profilo artistico-ambientale, vista la delicatezza del luogo.

Un’azione di prefiltraggio sarà effettuata prima dell’arrivo in piazza, limitando l’accesso ad animali, passeggini, persone con zaini o elementi ingombranti e sarà posizionata una cartellonistica speciale per indicare le vie di fuga. Nella sala dell’Arengo potranno accedervi solo i ceraioli e tutti i protagonisti della Festa.

Le operazioni di coordinamento spetteranno ad una sala operativa, con l’attivazione del COC con videosorveglianza e collegamenti con gli addetti alla sicurezza, individuati nei volontari della Protezione Civile e in altre figure, come carabinieri in pensione.

Tutto questo – ha concluso il sindaco – va visto in positivo, come elemento di riflessione sui valori della Festa e come stimolo ad una maggiore coesione tra le varie anime del 15 maggio, tenendo conto che tra attori protagonisti e spettatori l’equilibrio si è sempre mantenuto con spontaneità naturale.

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