Ceri 2022, ritorno in città a spalla ma con le mascherine. Stop a momenti conviviali al chiuso - Tuttoggi

Ceri 2022, ritorno in città a spalla ma con le mascherine. Stop a momenti conviviali al chiuso

Davide Baccarini

Ceri 2022, ritorno in città a spalla ma con le mascherine. Stop a momenti conviviali al chiuso

Mar, 29/03/2022 - 13:29

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Summit tra sindaco, Diocesi, Università dei Muratori, Maggio Eugubino, Famiglie ceraiole, Capitani, Capodieci, ecco le indicazioni del commissario straordinario per l’emergenza Covid in Umbria "No ai bambini sopra i Ceri"

Torneranno regolarmente in città la prima domenica di maggio i Ceri ma con una serie di accortezze e attenzioni delle quali si è discusso ieri sera (28 marzo) in un incontro che ha coinvolto il sindaco di Gubbio Filippo Stirati, i rappresentanti di Diocesi, Università dei Muratori, Associazione Maggio Eugubino, i presidenti delle tre Famiglie Ceraiole, i Capitani e i Capodieci designati per il 2020, che hanno allargato la rappresentanza anche ai Capodieci del passato, così da coinvolgere tutte le componenti.

Le indicazioni del Commissario D’Angelo

Il primo cittadino, nel corso della riunione, ha riferito dell’incontro avuto nei giorni scorsi con il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria in Umbria Massimo D’Angelo, con il quale si è confrontato per le prime valutazioni di natura sanitaria relativamente allo svolgimento della Festa. D’Angelo, nel fare un quadro dell’andamento epidemiologico nella nostra regione, si è a più riprese soffermato sulla “necessità di evitare, nelle settimane che precederanno il 15 maggio, il formarsi di cluster corposi che potrebbero poi compromettere l’effettivo svolgimento della Festa“. Per questo il commissario ha fortemente consigliato di evitare momenti conviviali al chiuso e di indossare la mascherina quale ulteriore forma di attenzione e prevenzione.

“Accorgimenti per tutelare 15 maggio ma anche mezzani e piccoli”

Si tratta di accorgimenti suggeriti dalle autorità sanitarie per tutelare lo svolgimento della Festa il 15 maggio – ha spiegato Stiratima anche per salvaguardare le date dei Ceri mezzani e piccoli, riducendo il più possibile, per quanto possibile, i rischi potenziali costituiti da assembramenti, specie nei luoghi chiusi dove, in caso di momenti conviviali, si starebbe tra l’altro anche senza mascherina. Non siamo più in emergenza, questo è chiaro, ma l’andamento pandemico è ancora poco prevedibile. Ecco perché ritengo essenziale, anche in relazione al numero dei contagi ancora alto in città, il rispetto di quelli che ci vengono indicati come comportamenti utili a tutelare la festa del 15 maggio”.

Prima domenica di maggio, mascherine anche all’aperto

Anche alla luce delle indicazioni del commissario D’Angelo, quindi, tutte le componenti dell’incontro di ieri sera si sono dette concordi nel mantenere la data della prima domenica di maggio per riportare a spalla i Ceri in città, ma utilizzando una serie di accorgimenti. Anzitutto verrà emanata una ordinanza sindacale per l’obbligatorietà dell’utilizzo della mascherina anche all’aperto, così come avviene ad oggi anche per altre manifestazioni che prevedono assembramenti (ad esempio Eurochocolate a Perugia).

Sospeso ogni momento conviviale

Ogni momento conviviale al chiuso sarà inoltre sospeso, proprio per salvaguardare quanto più possibile lo svolgimento successivo della Festa: “Un atto certo doloroso, ma doveroso“. Pur venendo portati a spalla, le rappresentanze del mondo ceraiolo hanno concordato di non prevedere la presenza dei bambini sopra ai Ceri, per salvaguardare la categoria ad oggi più esposta al contagio, ossia quella dei minori.

“L’obiettivo è non favorire situazioni di contagio”

Nel corso dell’incontro è stato ribadito più volte che la priorità dovrà essere quella di non favorire situazioni di contagio la prima domenica di maggio, motivo per cui verranno messe in atto tutte quelle precauzioni che, pur non compromettendo in alcun modo lo svolgersi del rito, possano ridurre il rischio della formazione di cluster. Oltre all’obbligo di mascherina nel Chiostro di Sant’Ubaldo, nella sala dell’Arengo e negli altri luoghi nei quali, anche all’esterno, dovessero verificarsi assembramenti, verranno stabiliti altri dettagli questa sera (29 marzo), nel corso di un altro incontro tra tutte le componenti per regolamentare lo svolgimento della giornata del ritorno dei Ceri in città.

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