Ceneri in Valnestore, chiesta l’archiviazione per i 9 indagati

Ceneri in Valnestore, chiesta l’archiviazione per i 9 indagati

Per la Procura non c’è connessione certa con le morti per tumore | I legali di familiari e associazioni presentano opposizione

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Per i pubblici ministeri Paolo Abbritti e Gemma Miliani, impegnati nelle indagini sulle presunte connessioni tra le ceneri interrate in Valnestore ed i decessi di lavoratori della zona “non c’è nessun nesso causale tra le condotte contestate agli indagati e le morti per malattie tumorali”. Questa la motivazione con cui la Procura di Perugia ha chiesto l’archiviazione nei confronti dei 9 indagati (amministratori e responsabili di Enel e della Valnestore Sviluppo Spa) per le accuse di omicidio colposo e lesioni.

Per i pm “gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari depongono per l’infondatezza della notizia di reato o comunque appaiono inidonei a sostenere l’accusa nel corso del giudizio” scrivono i pm. E ciò anche alla luce dei complessi accertamenti effettuati dall’Usl Umbria 1.

I pm chiedono anche l’archiviazione per il reato di inquinamento ambientale; al limite, gli interramenti di ceneri (quelli legati all’attività della centrale Enel) possono essere classificati come “gestione di discarica non autorizzata”.

Quanto ai reati legati al mancato ripristino ambientale, questi si estinguerebbero qualora venissero effettuati i lavori di bonifica richiesti.

Delusione tra le 239 parti offese (parenti di persone decedute, comitati cittadini e associazioni ambientaliste) tutelati dagli avvocati Valeria Passeri e Valter Biscotti. Che hanno già annunciato che presenteranno opposizione alla richiesta di archiviazione. Gli avvocati contestano il fatto che la richiesta di archiviazione si sia basata sulle valutazioni effettuate da Usl e Arpa, proprio i soggetti che avrebbero dovuto vigilare.

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