Questa mattina, la vicesindaco Simonetta Scarabottini, con il Maresciallo dei Carabinieri Antonio Pino, l'Appuntato Paolo Sabbatucci, l'Agente della Polizia Municipale Mauro Masciotti e Padre Antonio del Convento dei Padri Barnabiti di Campello hanno preso parte alla cerimonia di celebrazione ricordando ai presenti e ai ragazzi delle scuole il significato profondo dell' Unità d' Italia e il merito di tutti coloro che hanno contribuito alla costituzione della Repubblica. (nelle foto) Il Sindaco, Paolo Pacifici assente per ragioni di salute ci tiene a inviare a tutti i suoi saluti per ribadire l'importanza di questi momenti di riflessione storica, utili per il futuro del nostro Paese. “In questa importante giornata si celebrano anche le Forze Armate e le tante persone che sacrificarono la loro vita dando un contributo inestimabile per il futuro del nostro popolo” – afferma la vicesindaco Scarabottini, con il suo discorso ufficiale- “oggi, le Forze Armate sono un organismo a servizio della pace internazionale e della sicurezza interna, come pure impegnate in occasione di catastrofi e calamità naturali. Ma al di là dei contesti internazionali o straordinari, la nostra attenzione va a tutti gli uomini e le donne delle forze armate che sul suolo nazionale contrastano ogni forma di criminalità e di violazione delle leggi.” La cerimonia si è conclusa con il momento della commemorazione ai caduti militari e civili di tutte le guerre. Senza distinzioni sociali, geografiche o culturali, il Comune di Campello sul Clitunno ha voluto ricordare le vittime dei conflitti omaggiando la stele ai caduti posta nei giardini pubblici di Piazza Ranieri con una corona d'alloro, incoraggiando i giovanissimi a un'importante riflessione sulla guerra: “Il monumento che avete davanti serve a ricordare che l'uomo deve coltivare la pace, per non rischiare di essere preda della guerra e cioè dell'ira, dell'orgoglio e della violenza- continua il Vicesindaco – oggi siamo qui per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita a causa delle guerre e per ribadire ancora una volta che ogni conflitto armato, per quanto lontano dalla nostra quotidianità o distante nel tempo, è una tragedia immane che coinvolge e colpisce la nostra coscienza come singoli individui e come popolazione. Il 4 novembre sia quindi la festa della Pace- conclude Simonetta Scarabottini- per chiedere che, in qualsiasi luogo del mondo si abbassino le armi e prevalga una civiltà basata sulla giustizia e sulla pace. Siete e sarete voi ragazzi il pilastro su cui continuare a costruire un futuro di pace. Ed a voi che affidiamo questi valori perché sappiate custodirli e rafforzarli.”