E' stata celebrata questa mattina a Foligno la “Giornata del ricordo”, istituita nel 1992, per tenere viva la memoria delle migliaia di italiani, in gran parte istriani e dalmati, uccisi tra il 1943 e il 1945 dalle truppe jugoslave e gettati, alcuni ancora vivi, in quelle spaccature carsiche dolomitiche chiamate ‘foibe'.
L'iniziativa commemorativa, promossa dall'Amministrazione comunale di Foligno, alla presenza dell'Assessore alla politiche giovanili, Jospeh Flagiello e del Gonfalone della città, si è svolta in via”Martiri delle Foibe” (prima traversa a sinistra di via Monte Acuto – Zona Agorà), davanti al monumento intitolato alla vittime italiane.
Alla cerimonia sono intervenuti anche i responsabili delle forze dell'ordine, dell'esercito italiano e della Croce Rossa, insieme alle associazioni combattentistiche e d‘arma con i rispettivi labari, il sodalizio degli invalidi e mutilati di guerra.
Dopo la deposizione di una corona di alloro davanti al monumento che ricorda gli eccidi delle foibe, sul quale è stata inciso il motto latino “Meminisse iuvabit” (Sarà bene ricordare), tratto dall'Eneide, l'assessore Joseph Flagiello, che ha sostituito il sindaco Marini, impegnato a Bruxelles, ha ricordato ai presenti il dramma vissuto dalle popolazioni italiane delle zone dell'Istria e della Dalmazia, di Trieste e Gorizia tra il 1943 e il 1945.
“La tragedia delle foibe – ha sottolineato Flagiello – frutto di una barbarica violenza scaturita a partire dal 1943 dagli eventi bellici e, successivamente, dall'odio etnico delle truppe jugoslave verso i nostri connazionali, colpevoli solo di essere italiani, impone a tutti noi di non dimenticare mai quegli eventi. Questo perché – ha concluso l'assessore Flagiello – con il ricordo trasmesso alle giovani generazioni, intendiamo ribadire la condanna di quelle azioni che videro i nostri connazionali affrontare con dignità sia la tragedia delle foibe che l'abbandono delle case e dei villaggi, per affrontare una dura vita da profughi”.
Subito dopo ha preso la parola la signora Raffaella Panella, nata a Zara nel 1943, che con molta commozione ha raccontato ai presenti come fu costretta a scappare dalla Dalmazia insieme alla sua famiglia, per affrontare, una volta giunta a Triste, oltre 10 anni di internamento nei campi profughi di Marina di Massa e di Monza.
L'Istituto Professionale di Stato “E. Orfini”, con l'intervento dei professori Stelvio Sbardella e Giovanni Manuali ha organizzato un incontro a Palazzo Trinci con gli studenti sul tema delle foibe, durante il quale è stato anche proiettato un video.
Dal 2005 la giornata del 10 febbraio è dedicata alla commemorazione dei morti e dei profughi italiani. Il 10 Febbraio ricorda una particolare data, quella del 10 febbraio 1947, giorno in cui venne firmato il trattato di Parigi, che assegnò alla ex Jugoslavia il territorio italiano occupato nel corso della guerra dall'armata di Tito.