Castiglione del Lago diventa sede operativa dell’Associazione Nazionale via Romea Germanica

Castiglione del Lago diventa sede operativa dell’Associazione Nazionale via Romea Germanica

L’Associazione, che assieme a quella tedesca Romweg e all’austriaca Jerusalem Way ha costituito l’Associazione Europea EAVRG con sede a Bolzano, è candidata per il riconoscimento europeo dei Cammini

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Firmata la convenzione tra l’Associazione Nazionale Via Romea Germanica e il Comune di Castiglione del Lago che diviene sede operativa: svolgerà così una serie di mansioni gestionali e promozionali molto utili ed interessanti per il territorio. L’accordo è stato firmato giovedì 23 maggio a Santa Sofia in provincia di Forlì, sede legale dell’associazione nazionale, tra il Sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino ed il Presidente dell’associazione Rodolfo Valentini.

Questo è il frutto di una lunga collaborazione tra i due Enti che ha visto il Comune lacustre protagonista di una serie di azioni che hanno contribuito ad individuare e tracciare il percorso della strada nel resto dei Comuni umbri e della bassa Toscana, assumendone la vicepresidenza. L’Associazione, che assieme a quella tedesca Romweg e all’austriaca Jerusalem Way ha costituito l’Associazione Europea EAVRG con sede a Bolzano, è candidata per il riconoscimento europeo dei Cammini che sarà rilasciato entro la fine dell’estate dal Consiglio d’Europa.

«In questo modo la Via Romea Germanica – spiega Ivana Bricca, vicepresidente dell’associazione – si colloca come via di pellegrinaggio internazionale sullo stesso piano della Via Francigena e del Cammino di Santiago, diventando il nuovo punto di riferimento per tutti i camminatori provenienti dal nord Europa e non solo, che stanno scoprendo e apprezzando in numero sempre crescente la bellezza e la varietà del suo tracciato. L’aver creato una sede operativa della strada nel nostro Comune, oltre che implementare l’attività dell’Associazione sul piano della gestione e della operatività, comporta una serie di vantaggi non solo in termini di ritorno di immagine, ma anche come opportunità concreta di effettuare una progettazione comune che ci può consentire l’accesso e l’utilizzo di importanti risorse europee. Il turismo lento è infatti il turismo del futuro e quello che può dare un grosso respiro ai piccoli centri che in questo modo hanno la possibilità di essere scoperti, conosciuti e apprezzati in tutti i loro aspetti anche i più reconditi e nascosti. L’idea di creare in futuro nel nostro territorio un centro studi sui cammini con la collaborazione di studiosi e ricercatori, potrebbe essere il coronamento dell’attività che è stata svolta in tutti questi anni dall’Ente e da una serie di Associazioni che hanno fatto del modo “slow” di vivere il proprio territorio la loro ragione di vita».

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