Categorie: Economia & Lavoro Spoleto

CASSE UMBRE, MARINI VUOLE TAVOLO TECNICO. POPOLARE SPOLETO, IMBARAZZO PER ‘CASO’ PALLINI

A Palazzo Donini non hanno ancora istituito una vera e propria Unità di crisi, ma è evidente che le vicende che in questi giorni stanno interessando le banche umbre (Casse di risparmio da un lato, Banca Popolare Spoleto dall'altro) vengono monitorate di ora in ora dalla Governatrice Catiuscia Marini e dall'assessore Gianluca Rossi. Di ieri l'incontro, alla presenza del sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, con i sindacati che denunciano il depauperamento del potere decisionale delle Casse umbre che fanno capo al Gruppo Intesa Sanpaolo. Fra le azioni del vertice anche quella di chiudere il Polo back office di Spoleto (CaRiSpo), “creatura” voluta dall'ex presidente Alberto Pacifici con il compito di effettuare la pre-analisi delle pratiche di finanziamento, con conseguente rassegnazione del personale (70 dipendenti circa) alle rispettive banche, anche fuori regione. La Marini ha quindi chiesto alle organizzazioni sindacali una dettagliata relazione sulle situazioni lamentate dai dipendenti a seguito del quale convocare un Tavolo tecnico anche sull'intero sistema bancario umbro.

Il ‘caso' Pallini – Tavolo al quale parteciperebbe anche il dottor Alfredo Pallini (presidente Abi Umbria), raggiunto ieri dalla ‘temporanea sospensione' dalla Banca Popolare di Spoleto in qualità di direttore generale. Un provvedimento che ha scosso la Regione. Fonti vicine alla Presidente, pur riconoscendo l'autonomia decisionale della Bps, si domandano se il Cda della Bps ha riflettuto bene sulle conseguenze che la decisione presa può avere nei confronti delle istituzioni, atteso che Pallini, oltre a presidente Abi è anche vicepresidente di Gepafin SpA (la Società finanziaria per le piccole e medie imprese, creata dalla Regione unitamente alla Commissione dell'UE, con il concorso di 15 banche, fra cui la Bps che lo aveva indicato proprio quale vicepresidente). Certo è che la ‘sospensione' del d.g., peraltro bocciata dal collegio dei revisori dei conti e da almeno 2 membri del cda, è risultata un vero e proprio fulmine a ciel sereno, che però la dice lunga su come il clima dentro Palazzo Pianciani sia all'improvviso divenuto incandescente. Solo pochi mesi fa la presidenza dell'istituto commentava l'operato di Pallini come “il vero valore aggiunto della Popolare Spoleto”.

Oggi in Bankitalia – fra pochi minuti, come anticipato da Tuttoggi.info, presso Bankitalia Perugia sfilerà il cda convocato dal direttore Pasca. Tante le voci che circolano al riguardo: c'è chi sostiene che l'appuntamento è stato fissato per ribadire quanto decretato dalla Vigilanza circa le dimissioni dalle carichi del presidente Antonini e del vice Bellingacci (riconfermati invece dal Cda), chi invece è convinto che l'Istituto di Via Nazionale voglia conoscere le azioni intraprese a seguito della relazione ispettiva del luglio 2010.

Lo scontro in atto – L'autorevole MF, a firma di Andrea Montanari, rivela oggi che la decisione assunta da Bankitalia è la conseguenza delle “gravi responsabilità personali” che gli ispettori avrebbero accertato in capo al presidente Antonini. Non solo, il quotidiano di Via Burigozzo (a ruba anche oggi nelle edicole di Spoleto), fa trapelare l'ipotesi che altri 2 consiglieri potrebbero rassegnare le proprie dimissioni, dopo quelle di Raggi (Coop Centro Italia) e dei 4 in quota a Mps, con la conseguente decadenza dell'intero Cda.

La presidenza – Antonini e Bellingacci, che possono vantare un Tier 1 ratio al 9.27% che terrebbe lontano la banca dal rischio commissariamento e contare anche sulla interpellanza parlamentare di 25 deputati del Pdl, nelle ultime ore sono apparsi meno sereni e tranquilli. Forse perché anche all'interno della Scs, la holding che controlla Bps, i malumori starebbero prendendo il sopravvento, specie dopo la sospensione del d.g. Pallini. “Non hanno da stare molto tranquilli – dice al telefono un consigliere della Scs – se si analizza il voto di fiducia (7 a 2 pro Antonini, con l'auto-fiducia dello stesso e di Bellingacci, n.d.r.) si può comprendere che in un'altra situazione non avrebbero avuto la meglio”. Come dire, se Coop e Mps non avessero abbandonato il Cda e se i due diretti interessati non avessero partecipato al voto che li interessava, quanto meno per evidenti ragioni di opportunità, la partita sarebbe potuta anche finire 5 a 7.

Mani libere a Bankitalia – Il ‘caso' Spoleto assume di ora in ora rilevanza nazionale. Specie dopo che il Financial stability Board, presieduto da Mario Draghi, ha proprio ieri auspicato che Bankitalia possa finalmente avere ‘mani libere' nel ‘rimuovere in maniera diretta e immediata i vertici delle banche e i consiglieri di amministrazione che possano risultare inadeguati ai loro doveri e che compromettano così la sana e prudente gestione”. Di certo da oggi anche la carta stampata locale e nazionale, rimasta finora in religioso silenzio (uniche eccezioni MF, Giornale dell'Umbria e Tuttoggi.info), ha cominciato ad occuparsi del braccio di ferro Bps-Bankitalia.

(Carlo Ceraso e Sara Cipriani)

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