di Domenico Benedetti Valentini (*)
Abbiamo partecipato alla cerimonia di passaggio del comando del 2° Battaglione “Cengio” dei Granatieri di Sardegna dall’eccellente colonnello Amadio ad altro accreditato ufficiale, il colonnello Bencivenga, e in tale occasione molti mi hanno espresso preoccupazioni circa il destino del Reparto e della stessa Caserma “Garibaldi”. Le preoccupazioni sono fondate, tanto che mi sono già mosso in più direzioni per verificare prospettive e possibilità. Ho avuto anche un approfondito colloquio con il Ministro della Difesa amm. Giampaolo Di Paola, che definirei molto cordiale ma non risolutivo. Sto evidenziando nelle sedi competenti lo strettissimo legame tradizionalmente intercorrente tra le Forze Armate e Spoleto, sede un tempo della Scuola AUC di Fanteria, poi della Scuola ACS, poi ininterrottamente di altri reparti, fino al glorioso Granatieri. E soprattutto ho messo in risalto le circostanze più favorevoli: la buona condizione delle strutture logistiche, la straordinaria disponibilità della grande area addestrativa di Trignano, la vicinanza alle maggiori vie ordinarie di comunicazione, la posizione propizia per il progressivo “svecchiamento” dell’Esercito che vede il suo personale, prevalentemente meridionale, tendente al riavvicinamento, ma anche altre potenzialità tecniche di quello che è ormai l’unico reparto operativo dell’area umbro–marchigiana e che sarà tra poco uno dei pochissimi dell’Italia centrale. Gli interlocutori hanno preso atto delle positività da me illustrate, ma i problemi non mancano. Le spending reviews del presente Governo impongono un dimagrimento delle nostre Forze Armate di molte migliaia di elementi e conseguentemente verranno soppresse intere grandi unità e comunque molti reparti a livello di battaglione. Tutto dipenderà da quali scelte farà il Governo, sulla base delle elaborazioni degli Stati Maggiori, circa la “strategicità” o meno di determinate specialità e reparti operativi, tanto più alla luce delle nuove tecnologie. C’è da augurarsi per questo territorio, che trae grandissimo giovamento in termini sociali, economici e culturali dal radicamento dell’Esercito, che i “Granatieri di Sardegna” siano ritenuti incomprimibili. Dovesse essere messa in discussione la loro permanenza, si porrebbe il problema di attrarre altro reparto importante nella caserma “Garibaldi”, un impianto efficiente che non si può abbandonare né ragionevolmente riconvertire. Occorre pertanto che ai miei interventi si uniscano quelli del Comune di Spoleto e di quanti comprendono la rilevanza di questo patrimonio umano e istituzionale.
(*) Senatore del Pdl