Cronaca

Cascata delle Marmore nel Caos, a rischio 40 posti lavoro | Corsi attacca “Bando illegittimo”

Una cascata nel caos: un bando redatto in fretta e furia con un solo partecipante, 40 posti di lavoro a rischio, dipendenti comunali dirottati sulla Cascata delle Marmore a gestire senza alcuna competenza e preparazione uno dei siti turistici più importanti dell’Umbria e un accordo sindacale ‘sotto accusa’.

Questo è il risultato, non certo glorioso, ottenuto dalla giunta Latini sulla questione del rinnovo dell’affido dei servizi della Cascata delle Marmore, ai quali va aggiunta la decisione dell’Ati “Marmore Falls 165” (da 12 anni gestore del sito) di non far pervenire la propria manifestazione di interesse al nuovo bando del Comune, ‘reo’ a detta del presidente dell’Actl Sandro Corsi di “gravi profili di illegittimità”. L’attuale bando prevede la gestione del sito per 6 mesi massimo, senza che sia indicato un minimo “un rischio di impresa che l’Ati non poteva permettersi” – spiegano i lavoratori e giustificato dal Comune come “il tempo necessario per scrivere un nuovo bando europeo”. Onestamente non si comprende la giustificazione di dover scrivere una gara complessa in poco tempo, visto che era ben noto che quest’anno sarebbe scaduta la precedente convenzione. Per l’attuale amministrazione, almeno in alcuni ambiti, dovrebbe essere finito il tempo di attribuire agli errori del passato le inadeguatezze del presente. La vicenda della Cascata sarebbe stata un’opportunità di dimostrare il cambiamento: opportunità chiaramente non colta.

I particolari della questione sono emersi nell’ambito della conferenza stampa di stasera convocata a Palazzo Spada dai lavoratori dell’Ati (Actl, Alis e Sistema Museo) che ora rischiano di perdere il posto di lavoro. Soltanto il 9 gennaio si saprà l’azienda aggiudicataria della gara d’appalto che avrà facoltà di reintegrare i lavoratori di “Marmore Falls” che, in 12 anni di attività, hanno raggiunto importanti traguardi professionali, come sottolineato da Stefano Notari, presidente dell’Alis: “Negli ultimi 11 anni hanno visitato la cascata oltre 4 milioni di turisti, per un utile di 4 milioni, sono state stipulate 97 convenzioni con strutture turistico-ricettive, accordi con 14 associazioni e una convenzione con Trenitalia”.

Ai dati e ai numeri si devono aggiungere la professionalità, le capacità, la passione e la dedizione dei lavoratori che, come spiegato da Barbara Moriconi, in rappresentanza dei lavoratori “hanno sempre creduto nel proprio lavoro. Dal 1 gennaio 2006 lavoriamo alla Cascata – spiega Barbara – e abbiamo trasformato il sito nell’eccellenza umbra in fatto di accoglienza, visite, assistenza, percorsi. Lavoriamo nella comunicazione, nella didattica, prendiamo accordi per visite guidate, gestiamo contatti, programmiamo le attività tuirstico-didattiche annesse. Ora siamo esclusi anche dai tavoli sindacali dove si prendono le decisioni che ci riguardano più da vicino”.

A fare la voce grossa è stato il presidente Actl, Sandro Corsi, che non ha risparmiato critiche ad amministratori e sindacati: “Quello pubblicato è bando con un chiaro profilo di irregolarità al massimo ribasso. Non partecipiamo a bandi che distruggono il lavoro e un patrimonio della città. O si ricorreva al Tar o non si partecipava. Vengono indicati massimo sei mesi di gestione senza indicare il minimo. Siamo all’incredibile del diritto amminitrativo. Siamo pronti a metterci a disposizione e a dire l’elenco dei lavoratori all’aggiudicatario con tutte le loro professionalità e inquadramenti economici. Non avevo mai visto un accordo sindacale come quello fatto, ma quando c’era Ast di mezzo ho visto tutti dietro gli striscioni”.

“Grande amarezza per quello che sta accadendo ha precisato Stefano Notari di Alisin questi 12 anni abbiamo trasformato la Cascata in un sito naturalistico che oggi è uno dei più visitati di Italia”.

Da domani, dunque, in biglietteria ci saranno gli attuali lavoratori comunali che non avranno neanche a disposizione la biglietteria elettronica, visto che era stata installata, come molti altri servizi, dalla precedente Ati che, ovviamente, non potrà aprirla. E chiuso è anche il portale internet “Marmore Falls” che registrava migliaia di accessi ed era un ottimo strumento di comunicazione con il pubblico e informazione per tutti. Senza contare che la scadenza del bando sarà a giugno, in altissima stagione turistica per le visite al sito turistico.

Nel frattempo sul sito del Comune è apparsa una nota che cerca di mettere una pezza al pasticcio, nella quale si fa riferimento all’intenzione di pubblicare un nuovo bando, a quanto pare nell’arco di questi sei mesi, che darà in concessione la gestione della Cascata per 6 mesi + 6 mesi. Confusione su confusione.

“Si è chiusa stamattina la gara su Mepa per l’aggiudicazione di servizi temporanei di sei mesi per la gestione dell’area della Cascata delle Marmore. Questa procedurasi legge nella nota del Comune secondo quanto riferiscono gli uffici tecnici comunali, si è resa necessaria per garantire lo svolgimento della gara europea che sarà pubblicata a breve per una gestione di altri sei mesi con opzione per ulteriori sei. Alla chiusura risulta aver partecipato un solo soggetto, la cui offerta sarà esaminata il prossimo 9 gennaio, all’apertura della busta e successivamente valutata da una Commissione appositamente costituita.

A gara chiusa il sindaco Leonardo Latini e il vicesindaco e assessore al turismo Andrea Giuli hanno ricevuto stamattina gli operatori della precedente gestione, ascoltando le loro preoccupazioni e fornendo tutte le informazioni in proprio possesso anche in merito all’accordo sindacale raggiunto nella giornata di ieri con tutte le sigle della rappresentanze dei lavoratori per la gestione della fase transitoria e per l’applicazione della clausola sociale. 

La fase di transizione attuale con le sue inevitabili incertezze – specifica l’Amministrazione comunale, sentiti gli uffici tecnici – è conseguenza diretta della necessità di gestire una procedura di gara complessa in tempi strettissimi. La Giunta ha comunque sempre fornito indicazioni politiche chiare alla struttura comunale di riferimento. Per una serie di questioni tecnico-procedurali ed avendo avuto indicazione da parte dei dirigenti e dei tecnici dell’impossibilità di una proroga del servizio, si è passati nel più breve tempo possibile all’indizione di una gara su Mepa per l’affidamento per sei mesi; si è quindi affrontata la fase di transizione con una necessitata gestione in house limitata esclusivamente a far sì che la Cascata resti comunque fruibile nelle domeniche di gennaio. L’alternativa sarebbe stata la chiusura del sito sino alla definitiva aggiudicazione.

“Riteniamo che la nostra condotta sia stata improntata politicamente alla massima trasparenza – prosegue l’Amministrazione comunale – con un unico obiettivo: quello di continuare a sviluppare il sito turistico più importante del ternano e uno dei più importanti in Italia nell’interesse del Comune di Terni, nel pieno rispetto di procedure e normative e tutelando il più possibile i suoi lavoratori”. 
“Anche per questo abbiamo preferito non rispondere a polemiche politiche sterili e strumentali sollevate a gara aperta e che riteniamo particolarmente gravi perché, oltre ad essere del tutto infondate, hanno rischiato di creare confusione e scoraggiare possibili competitori, con ulteriore rischio di alterazione degli esiti della gara stessa”. 

“Ovviamente questa amministrazione comunale ribadisce la propria assoluta convinzione sulla necessità di operare per garantire i principi fondamentali della massima trasparenza, della partecipazione e della concorrenza. La Terni che abbiamo sempre immaginato e quella che i nostri elettori ci hanno chiesto di costruire è una città libera da qualsiasi condizionamento”.
Nella mattinata di oggi tutte le informazioni utili sulle aperture della Cascata delle Marmore nel mese di gennaio sono state pubblicate nel sito web del turismo del Comune di Terni”.