Casa di Riposo di Nocera Umbra, Cgil “Riapertura è obiettivo raggiunto”

Casa di Riposo di Nocera Umbra, Cgil “Riapertura è obiettivo raggiunto”

Dopo la mobilitazione di un anno fa, riapre la casa di riposo di Nocera Umbra | Il commento di Cgil e Legacoop

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FP CGIL provinciale Perugia e CGIL provinciale Perugia salutano con favore la prossima riapertura della Casa di Riposo di Nocera Umbra, obiettivo raggiunto anche grazie al contribuito che fattivamente hanno portato le Strutture territoriali di CGIL, CISL e UIL fin da subito dopo il sisma del 1997.

“Dopo anni di incertezze e ritardi, finalmente il diritto costituzionale che garantisce il servizio pubblico di assistenza socio-sanitaria viene coerentemente praticato.

La professionalità che, certo, sapranno garantire le lavoratrici ed i lavoratori delle cooperative sociali alle quali il servizio è stato affidato, farà sì che le persone anziane non autosufficienti, potranno ricevere l’assistenza adeguata e qualificata, nonché il giusto riconoscimento di dignità (e diritto) di vivere nel loro paese di origine” è il commento del sindacato.


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Sulla casa di riposo di Nocera interviene anche Legacoop. Che ricorda come “in tempi estremamente rapidi l’amministrazione comunale ha individuato un immobile idoneo ed ha pubblicato un bando per la concessione e la gestione della struttura della durata di 15 anni a fronte di alcuni adeguamenti interni necessari perrenderla pienamente funzionale ed un canone annuo di locazione. Si è aggiudicato il bando una cooperativa sociale del territorio con esperienza nella gestione di strutture residenziali per anziani che deciso di investire in un’area marginale della regione, ha realizzato gli adeguamenti necessari ed in poco più di 12 mesi è stato attivata a Nocera Umbra una Residenza protetta per anziani non autosufficienti superando la situazione emergenziale e dotando il piccolo comune di un servizio di welfare in grado di garantire qualità assistenziale agli anziani impiegando personale qualificato ed adeguatamente retribuito”.

“Questa esperienza – incalza Legacoop – rappresenta un esempio virtuoso perché dimostra che: a. ci sono gli strumenti normativi per attivare collaborazioni tra attori pubblici e cooperative sociali; b. tutti gli attori coinvolti hanno dimostrato che è possibile agire in tempi rapidi nel pieno rispetto delle normative esistenti; c. coordinando risorse pubbliche, private e della comunità è possibile mantenere una solida rete di servizi sociali nelle aree interne del paese. A questo punto sarà importante che l’Azienda Sanitaria Locale dia il proprio sostegno al lavoro fatto dal comune e dalla cooperativa sociale espletando in tempi rapidi tutte le formalità necessarie per il convenzionamento della nuova struttura, anche in considerazione della particolare situazione di disagio del territorio”.

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