Foligno

Carta, stracci e colori, a Foligno la mostra personale di Claudio Ricciolini

CARTA, STRACCI E COLORI – Claudio Ricciolini – Mostra personale a cura di Rita Rocconi

Inaugurazione: sabato 17 gennaio 2026

Sede: Banca Fideuram – Palazzo Cattani

Corso Cavour 36, 2° piano – Foligno

Patrocinio: Comune di Foligno

Periodo espositivo: fino al 18 aprile 2026

Orari di apertura: 10.00–13.00 | 14.30–16.30

Sabato 17 gennaio si inaugura presso la sede di Banca Fideuram a Foligno, nello storico e prestigioso Palazzo Cattani in Corso Cavour 36 (2° piano), la mostra personale di Claudio Ricciolini, curata da Rita Rocconi e patrocinata dal Comune di Foligno.

La figura di Claudio Ricciolini si colloca in una porzione del panorama contemporaneo spesso trascurata dalla critica ufficiale: quella degli artisti che, formatisi al di fuori dei contesti accademici, sviluppano un linguaggio intimo, personale, refrattario a qualsiasi classificazione. La sua pittura, nutrita dall’esperienza biografica – una vita trascorsa tra Europa e Stati Uniti – si pone come un atto di resistenza nei confronti dell’omologazione dell’immagine e dell’artificialità del mercato dell’arte.

Come sottolinea la curatrice Rita Rocconi nel testo critico che accompagna la mostra, Ricciolini è un artista che pretende di essere letto nella sua autonomia, senza scorciatoie interpretative. La sua produzione non strizza l’occhio a trend digitali, estetizzazioni decorative o formule ‘da galleria’, ma si afferma come una pittura necessaria, che nasce da un’urgenza interiorizzata e si manifesta attraverso un gesto diretto, spesso ruvido, densamente materico.

Se è possibile collocare la sua ricerca all’interno di una genealogia storica che richiama l’informale europeo e l’action painting americana, tali riferimenti restano strumenti di orientamento più che vere appartenenze. Nella pittura di Ricciolini si ritrovano la fisicità del gesto di Pollock, la potenza materica dell’informale di Tàpies e Hartung e la densità emotiva dell’espressionismo astratto, rielaborate in una sintesi personale e non derivativa.Uno degli aspetti più significativi del suo lavoro è l’uso dei materiali: pitture industriali, carte grezze, tessuti, superfici trattate o maltrattate, strati accumulati e levigati. La materia diventa un organismo vivo che trattiene il tempo, testimonia gesti, errori e ripensamenti, generando superfici che non chiedono di essere semplicemente osservate, ma attraversate come esperienza.

Nei lavori di Claudio Ricciolini, la tavolozza è spesso dominata da cromie intense – rossi ossessivi, neri profondi, bianchi sporchi – che danno forma a un vero e proprio paesaggio psichico, luogo di convivenza tra forze opposte: caos e ordine, impulso e controllo, oscurità e luce.

La mostra, visitabile fino al 18 aprile, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30–alle 16.30 rappresenta un’occasione preziosa per avvicinarsi a una pittura di ricerca autentica e coerente, che sceglie di essere più che apparire, invitando il pubblico a un’esperienza visiva lenta, profonda e intensamente fisica.

(Modificato alle ore 12.40)