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La Fp Cgil di Terni chiede di intensificare la misura del lavoro da remoto per le amministrazioni pubbliche, incrementando il numero di giornate in cui ricorrere a tale modalità di svolgimento dell’attività, al fine di favorire il minore impatto possibile dell’incremento dei prezzi dei carburanti.
“Riteniamo necessario adottare tutti gli ulteriori provvedimenti atti ad evitare che l’impatto di questa crisi energetica comporti un impoverimento delle lavoratrici e lavoratori pubblici con la perdita del potere di acquisto delle loro retribuzioni”. È quanto afferma il segretario generale della Fp Cgil di Terni, Andrea Pitoni, dopo che la stessa Commissione Europea, con le dichiarazioni del commissario Dan Jørgensen, ha invitato i Paesi membri ad adottare alcune misure per ridurre i consumi a partire da quelli per i carburanti. “L’attuale contesto internazionale sta provocando gravi effetti sui mercati energetici lasciando prefigurare una nuova crisi degli approvvigionamenti dei carburanti, preannunciata da un incremento dei prezzi su cui lo stesso Governo è dovuto intervenire con urgenza con il temporaneo taglio delle accise. In questo contesto allarmante, appare necessario e prioritario adoperarsi per il massimo contenimento degli impatti economici di questa nuova crisi che rischia di colpire innanzitutto lavoratrici e lavoratori con un aumento generalizzato dei costi dell’energia” ha spiegato Pitoni.
Alla luce di tutto ciò conclude il segretario della Fp Cgil Terni: “L’Unione Europea chiede a gran voce di ridurre i consumi e gli spostamenti e di fare ricorso il più possibile allo smart working per fronteggiare la crisi energetica in corso, e in Italia la Pubblica amministrazione cosa fa? Lo riduce. Questo sta avvenendo in tante amministrazioni. Chiediamo al Governo e a tutte le amministrazioni di incrementare lo smart working e di mettere in campo tutte le misure possibili per evitare che a impoverirsi siano i lavoratori”.