L’atmosfera era quasi mistica stamattina all’alba quando il treno speciale è partito dalla stazione di Assisi-Santa Maria degli Angeli, diretto verso Roma. A bordo, 800 pellegrini umbri, entusiasti e commossi, hanno iniziato il viaggio verso Piazza San Pietro pronti a vivere il momento più atteso del loro cammino spirituale. L’itinerario prevedeva anche uno scalo a Foligno prima dell’arrivo nella stazione interna del Vaticano, a pochi passi dalla basilica.
Contemporaneamente, ad Assisi, nel Santuario della Spogliazione, a Santa Maria Maggiore, si è creato un vero e proprio punto di spiritualità collettiva. Come pronosticato, sono migliaia i pellegrini che hanno scelto di seguire la cerimonia in diretta grazie a tre maxi schermi allestiti nel complesso, immersi in un silenzio carico di attesa e preghiera. Le immagini arrivate da San Pietro hanno trasformato la città in un gemellaggio di fede, con molti fedeli raccolti anche davanti alla tomba di Carlo, in un abbraccio spirituale che ha unito due maggiori luoghi simbolo della sua vita.
A Roma, la giornata è iniziata con numeri imponenti: già nelle prime ore del mattino oltre 12.000 persone avevano varcato i controlli per prendere posto in Piazza San Pietro. Poco prima della cerimonia, le immagini della folla in preghiera tra il colonnato e via della Conciliazione, raccontano di circa 70.mila fedeli.
Alle 9:40 è arrivato Papa Leone XIV, accolto dal boato della folla: “Buongiorno a tutti e buona domenica… tutti siamo chiamati ad essere santi”, ha detto ai fedeli, prima di dare avvio alla celebrazione. Poco meno di un ora più tardi, alle 10:24, il Pontefice ha letto la formula ufficiale dichiarando santi Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. In quell’istante, la piazza è esplosa in un applauso spontaneo e fragoroso.
Subito dopo la proclamazione, le reliquie dei nuovi santi sono state portate all’altare: un frammento del cuore di Carlo Acutis e un pezzo di indumento di Pier Giorgio Frassati, esposti per la venerazione dei fedeli.
Nell’omelia, Papa Leone ha lanciato un messaggio potente ai giovani: “Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono un invito a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro”. Ha ricordato anche una delle frasi più amate di Carlo: “Non io, ma Dio”. “Questa è la formula semplice, ma vincente della santità”, ha sottolineato il Papa.
Durante l’offertorio, la famiglia Acutis – il padre Andrea, la madre Antonia e i fratelli Michele e Francesca – ha portato i doni al Pontefice, che li ha salutati calorosamente sul sagrato davanti all’altare. Poco dopo, il giovane Michele Acutis ha proclamato la prima lettura in lingua inglese, un gesto che ha emozionato i presenti.
Alla celebrazione hanno preso parte anche i postulatori delle cause: per Frassati, il cardinale di Torino Roberto Repole e monsignor Claudio Giuliodori; per Acutis, i vescovi di Milano e Assisi, Mario Delpini e Domenico Sorrentino.
La piazza, ormai gremita di decine di migliaia di persone e con “centinaia di migliaia” di fedeli attesi per l’intera giornata, ha vissuto un momento destinato a restare nella storia della Chiesa.
Tra i presenti in piazza San Pietro c’era anche Valeria Vargas Valverde, la giovane costaricana che nel 2022 ha ricevuto il secondo miracolo attribuito a Carlo Acutis, decisivo per la sua canonizzazione. Con emozione ha dichiarato: “Sono felice, è un privilegio essere qui”. La sua testimonianza ha aggiunto un ulteriore segno di fede e riconoscenza a una giornata già colma di commozione.
Alla cerimonia in Piazza San Pietro erano presenti anche le istituzioni umbre: la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, e il sindaco di Assisi, Valter Stoppini. Proprio il primo cittadino ha sottolineato in una nota l’importanza storica dell’evento: “La canonizzazione di Carlo Acutis è un evento storico per Assisi, che da oggi ha un nuovo santo in grado di parlare al mondo con semplicità e umanità, rivolgendosi in particolare ai giovani”.
Stoppini, che ha partecipato accanto alla famiglia Acutis e ai pellegrini giunti con il treno speciale da Assisi e Foligno, ha ricordato come Carlo, pur non essendo originario della città, abbia scelto il carisma di Assisi, la terra di San Francesco, per vivere l’eternità: “San Carlo ha portato una ventata di freschezza e speranza nella nostra comunità, che già può contare su modelli straordinari come San Francesco e Santa Chiara”.
“È gioia grande per la canonizzazione di Carlo, in Paradiso nel cielo, ma anche sulla terra, e in special modo per noi di Assisi che abbiamo la gioia di avere Carlo, nelle sue le spoglie mortali, con noi. Credo che sia un giorno bello per tutta la chiesa e noi siamo accanto al suo cuore per dirci che è con il cuore che dobbiamo vivere questa festa”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, in un video-messaggio in occasione della cerimonia di canonizzazione dei Beati Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati nella giornata di domenica 7 settembre a Roma, in piazza San Pietro, presieduta da Papa Leone XIV: tra i concelebranti per Frassati il Cardinale Roberto Repole e sua eminenza Claudio Giuliodori e per Acutis i vescovi di Milano e Assisi, Mario Delpini e Domenico Sorrentino.
“Quando diciamo a una persona che le vogliamo bene – ha aggiunto il presule – le diciamo che la amiamo con tutto il cuore ; chissà quante volte San Carlo ha detto a Gesù ‘ti amo con tutto il cuore’ e che Lui lo amava con tutto il Suo cuore. Abbiamo voluto portare il cuore di Carlo, la reliquia conservata nella chiesa madre della diocesi, la Cattedrale di San Rufino, invitando le persone che vengono al santuario a fare una meditazione in cattedrale sul cuore. Gesù si ama con tutto il cuore e i fratelli si amano con tutto il cuore, che è la metafora di ciò che abbiamo di più intimo e bello. E noi vogliamo dire al mondo, con il cuore di Carlo, che è possibile avere un cuore bello e gioioso che batte per i fratelli, soprattutto i più poveri”.
Tante le persone presenti anche ad Assisi, dove oltre al maxischermo nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione dove riposa il corpo del Santo millennial sono stati allestiti anche due schermi per permettere al maggior numero di pellegrini di seguire la messa in diretta da San Pietro. Più composta ma non per questa meno sentita la festa in città, dove i pellegrini hanno battuto le mani durante i vari passaggi della messa e del rito di canonizzazione e sono arrivati con foulard, santini e manifesti con il volto del giovane millennial. Moltissimi i gruppi da ogni parte del mondo e operatori della comunicazione che da diversi giorni stanno raccogliendo testimonianze, facendo interviste per raccontare il fenomeno ‘Carlo Acutis’.
In piazza, accanto alle autorità umbre, c’era anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Domani, 8 settembre alle 18, nello stesso Santuario ad Assisi si terrà la prima messa di ringraziamento, presieduta dal vescovo Domenico Sorrentino alla presenza della famiglia di San Carlo.