Una inchiesta potrebbe travolgere il Comune di Scheggino, guidata dal sindaco Carlo Valentini (lista civica di centro destra), quando mancano poco più tre mesi per le elezioni amministrative che vedranno chiamare al voto i cittadini del piccolo comune della Valnerina. I carabinieri di Sant'Anatolia di Narco, infatti, nei giorni scorsi hanno proceduto a sequestrare tutta la documentazione relativa all'appalto per il rifacimento della tanto discussa Piazza centrale di Scheggino. Un'opera iniziata, continuata e non ancora conclusa (tanto è vero che a dispetto della inaugurazione deve ancora essere chiusa la contabilità dei lavori) tra mille polemiche con l'opposizione e con una parte dei cittadini. L'ordine di sequestro, a quanto è dato sapere, è partito dalla Procura regionale della Corte dei Conti che su quei lavori – secondo la minoranza lievitati da 200 a quasi 500 mila euro – vuole ora vederci chiaro.
Carlo Valentini, impiegato alle Acciaierie TK di Terni e prestato da un quinquennio anche alla politica, si dice sereno e respinge ogni addebito. Tanto da non saper neanche dire se l'inchiesta sia della magistratura contabile o di quella ordinaria. Trasuda ottimismo, il primo cittadino, secondo un copione che sembra d'obbligo rispettare in queste occasioni, specie se a ridosso delle elezioni. Per le quali intende ripresentarsi con l'appoggio del centro destra cittadino. Dove pesa, e non poco, la volontà della senatrice e consigliera comunale Ada Urbani (Pdl), con annessi e connessi. Anche se nella meno blasonata Aula della Valnerina, la senatrice si è fatta vedere ben poco. Lei, sulla ricandidatura di Valentini, finora non si è espressa, almeno ufficialmente. Anzi, secondo i maligni, non sarebbe ancora del tutto convinta. Ad agitare le acque ci ha pensato lo stesso Sindaco che qualche settimana fa – in una azione degna dei servizi segreti, visto che la notizia è rimasta sconosciuta ai più – ha ritirato le deleghe al vice sindaco, Bruno Dottori (tornato al ruolo di consigliere). A conferma che nel centro-destra della cittadina i malumori son più delle intese.
Tornando alla inchiesta, non è dato sapere da dove siano partiti i magistrati contabili. L'opposizione nega di aver presentato esposti. “Solo una interrogazione” dicono a microfoni spenti in attesa di conoscere la vicenda “alla quale non abbiamo avuto alcuna risposta esaustiva da parte della Giunta”. Alla quale il centro sinistra critica una governance quasi dittatoriale. “Qui i consigli comunali sono al massimo 2-3 all'anno…. quelli previsti per legge. Attendiamo ancora di conoscere la chiusura della contabilità dei lavori della piazza, ma non c'è verso”.
In un comunicato della scorsa estate i 4 consiglieri dell'opposizione ci andarono giù con l'accetta: “i costi sono lievitati dai circa 280mila euro al consuntivo (ufficioso) di 520mila €, qualcosa come 15mila euro a metro quadro” scrissero in una nota Fabio Dottori, Corrado Fagiani, Sergio Massari e Aldo Mattioli “con l'assegnazione di questi lavori avvenuta mediante trattativa privata per non meglio chiari motivi di urgenza”. Valentini si difende che le procedure sono state rispettate e che i lavori non sono ancora finiti “ed è quindi naturale che non ci sia stata la chiusura della contabilità”. Per lui comunque si annuncia un trimestre difficile, reso cupo, pare, anche da alcune vicende famigliari di cui in paese si fa un gran parlare. Lui comunque va dritto per la sua strada. “Nessun problema, ho un grande consenso”.