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Capitale italiana della cultura, Why Not Terni

“Dobbiamo crederci” con queste parole l’assessore alla Cultura di Terni, Giorgio Armillei, ha presentato questa mattina al “Palasì” la candidatura di Terni a capitale della cultura italiana. L’occasione è certo importante per la città, ma la conferenza non è stata sostenuta da un’adeguata partecipazione istituzionale e di forze sociali. Il solo assessore, alle prese proprio in questi giorni con i grattacapi del Caos e del Briccialdi, ha spiegato che “Essere entrati nei 10 candidati finali è una vittoria della città e non della giunta. Il senso della città della cultura è quello di una realtà che è in grado di promuovere una sinergia di forze sul territorio che possa dare un significativo impulso al settore della cultura”.

Terni avrebbe le caratteristiche giuste da questo punto di vista; la città non ha mai avuto una spiccata vocazione culturale, ma piuttosto una tradizione operaia e industriale. “L’obiettivo – ha proseguito Armillei – non è quello di vincere un premio, ma iniziare un percorso per la città: non puntiamo alla spartizione della somma di denaro in palio. Non può esserci cultura senza idea di sviluppo dell’impresa”.

Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Taranto e Spoleto, dovranno presentare il proprio dossier entro il 15 settembre, il 31 ottobre verrà poi scelta dalla commissione nominata dal Mibac la capitale 2016 e il 31 dicembre quella del 2017.

Armillei presenterà il dossier “Visita l’Umbria sperimenta Terni”, facendo riferimento alla progettazione integrata e pianificazione strategica, alla cultura come settore di sviluppo economico, all’asse della Valnerina, agli Stati Generali del turismo, all’asse Papigno-Collescipoli e alla rigenerazione e riqualificazione urbana.

Quattro invece sono i pilastri individuati dall’assessore: 1. Creare una rete culturale con le associazioni – 2. Coinvolgere le imprese – 3. Sfruttare l’innovazione attraverso il Caos – 4. Coinvolgere la Bct.

“Bisogna credere in quello fatto dalle precedenti amministrazioni e avere un po’ di lungimiranza – ha concluso Armillei – Terni ha le carte in regola per giocarsi questa partita”.

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