È stato presentato questa mattina, nella Sala Convegni del “Relais il Baio”, il nuovo prodotto della “Cantina Spoleto Ducale – Casale Triocco”, il Vino Spumante Trebbiano Spoletino. A fare gli onori di casa c’era il Presidente della Cantina, il dottor Roberto Angelini Rota insieme al direttore dott. Paolo Silvestri, agli enologi Emiliano Falsini e Francesca Granelli e al professor Alfiero D’Agata.
Molte le autorità dell’Area Vasta intervenute all’appuntamento fra cui il sindaco di Spoleto Massimo Brunini, il vice Daniele Benedetti, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Maria Castellana, l’assessore Gilberto Stella, il sindaco di Castel Ritaldi Francesco Venturi, i consiglieri comunali di alcuni Comuni fra cui Giacomo Accardi, Vincenza Campagnani, Carlo Gradassi, David Militoni, Antonio Nardi, Andrea Reali e Carlo Montioni.
La Cantina Spoleto Ducale ha così festeggiato il 40nale dalla Fondazione, promuovendo il nuovo Trebbiano Spoletino Spumante ottenuto con l'utilizzo del metodo Charmat.
Il prodotto è il risultato di un lungo e serio percorso intrapreso dalla Cantina e dai vignaioli del comprensorio che, negli anni, sono riusciti ad adeguarsi alle necessarie trasformazioni produttive.
“40 anni che sembrano 100 per l’impegno profuso dagli agricoltori” ha detto il Sindaco Brunini nel dare il saluto agli ospiti “che hanno svolto un grande servizio a questa terra e all’intera comunità”.
Sono stati molti i cambiamenti che hanno interessato questi primi 40 anni di storia della Cantina. E’ stato il presidente Angelini Rota a ripercorrerli partendo “dal sistema mezzadrile, prevalentemente manuale, fino all’attuale sistema a conduzione salariale supportato da una forte meccanizzazione. Anche la produzione ha dovuto tenere il passo, diversificandosi e rispondendo con prodotti di alta qualità alle dinamiche economiche sempre più esigenti. Così, la Cantina che prima produceva solo tre tipi di vino (rosso, bianco e rosato) senza fare nessuna distinzione nella raccolta delle uve” ha spiegato Angelini Rota “è ora giunta a proporre sul mercato ben 16 etichette. Dai 50 mila quintali di uve prodotte negli anni ’80 si è passati, a fronte della separazione delle uve e delle mutate dinamiche dell’agricoltura, a poco più di 11mila quintali. Quantità decisamente inferiori ma che testimoniano la qualità dei prodotti della Cantina Spoleto Ducale.”.
Grandi cambiamenti che hanno richiesto oltre all'impegno dei viticoltori anche investimenti per affinare i vini.
Il direttore Paolo Silvestri ha spiegato il successo e le certificazioni ottenute dai vini della Cantina Spoleto Ducale. In merito al Trebbiano Spoletino, molto apprezzato all’estero, specie in Germania, ha poi lanciato l’allarme sulla necessità di destinare maggiori spazi alla coltivazione di questa uva pregiata e di creare nuovi impianti vinicoli. Al professor D’Agata il compito di ripercorrere, sotto il profilo storico, l’origine e lo sviluppo di questo vino destinato sempe più a conquistare i mercati.
Marco Valerio Marziale (I sec. d.c.) dedicò alcuni dei suoi epigrammi alle lodi di questo vino e, più tardi, anche lo stesso Carducci – in visita alla Fonti del Clitunno – ebbe modo di apprezzarne le qualità scrivendo in una lettera “non potrei dimenticare mai il sapore delle trote grasse e del vino Trebbiano”.
L'enologo Falsini ha spiegato che “il Trebbiano spoletino, appartenente alla grande famiglia dei trebbiani italiani, si distingue dagli altri per le particolari caratteristiche agronomiche ed enologiche. Dal punto di vista agronomico, il Trebbiano spoletino, ha un habitus molto espanso, maritato generalmente con la “bianchella” (acer campestre L.) si connota per il suo grappolo compatto con doppia punta finale. Ha una maturazione tardiva, e denota una notevole resistenza ai parassiti e non necessita di molte cure fitosanitarie. Al momento della raccolta mostra una naturale e spiccata acidità che dona al vino una ottima longevità”. Quindi delle caratteristiche organolettiche superiori che lo contraddistinguono da quelle degli altri trebbiani.
Subito dopo la conferenza gli ospiti hanno potuto degustare in prima assoluta il nuovo nato della Cantina, il Vino Spumante, un brut di sole uve di Trebbiano Spoletino raccolte anticipatamente, pressate, vinificate con il metodo Charmat.
Ca.Cer. e Sa.Cip.
VIDEO:
Il saluto del Sindaco Massimo Brunini – clicca qui
La storia della Cantina (dr. Roberto Angelini Rota) – clicca qui
L'intervento del direttore Paolo Silvestri – clicca qui
La relazione del professor D'Agata e dell'enologo Falsini – clicca qui