Calendario venatorio, la chiusura resta al 30 gennaio | Tortora e storno, niente deroghe

Calendario venatorio, la chiusura resta al 30 gennaio | Tortora e storno, niente deroghe

Massimo Sbardella

Calendario venatorio, la chiusura resta al 30 gennaio | Tortora e storno, niente deroghe

Gio, 04/08/2022 - 15:09

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Monitoraggio degli ultimi cinque anni disponibili: carniere di 3.300 capi | Ma si contesta la modalità di conteggio attraverso i tesserini

La fine della stagione venatoria, in Umbria, come da Calendario venatorio, resta al 30 gennaio. Le associazioni, riunite in Consulta con l’assessore Morroni e i tecnici della Regione, hanno ribadito la necessità di non modificare la data di chiusura, nonostante i timori di ricorsi per la beccaccia e i turditi, che hanno indotto ad esempio le Marche a prevedere un modifica.


Il Calendario venatorio definitivo


Nodo tortora

Non si scioglie, invece, il nodo tortora. In base al conteggio dei capi abbattuti negli ultimi 5 anni disponibili (dal 2014 al 2018), in base al Piano nazionale il carniere per l’Umbria sarebbe di 3.300 capi. Troppi pochi per consentire gli abbattimenti alla terza domenica, come proposto.

L’assessore Morroni è pronto a inserire una mezza giornata di caccia, ma prima deve essere operativo il sistema dei tesserini elettronici, in grado di assicurare il puntuale conteggio dei capi abbattuti, come richiesto dalla normativa nazionale.

Il monitoraggio Libera Caccia

A questo proposito il presidente della Libera Caccia, Lando Loretoni, ha contestato le modalità del conteggio in base alla media dei capi abbattuti segnati nei tesserini. Portando il dato del monitoraggio fatto effettuare lo scorso agosto da 25 gruppi di volontari nei territori di Spoleto, Foligno, Trevi, Castel Ritaldi e Campello sul Clitunno. Territori dove sono stati individuate quasi 14 mila tortore, oltre 5 mila piccioni e un numero consistente di storni, tortore dal collare e colombacci. Loretoni ha ribadito come la presenza delle tortore e degli altri animali non vada effettuata al momento degli abbattimento (tra l’altro, come ha ammesso l’assessore, evidentemente per difetto, sulla base della errata compilazione dei tesserini) ma al momento in cui entrano nel territorio e nidificano.

Le deroghe

I tecnici della Regione, però, temono di incorrere in illeciti. E quindi restano prudenti. Anche sulle concessioni delle deroghe per gli storni, che molti danni creano alle coltivazioni. Eppure, hanno rilevato le associazioni venatorie, altre Regioni si sono attrezzate per prevedere le deroghe, come invocato anche dagli agricoltori.

Morroni ha ribadito che, qualora sarà possibile risolvere il problema tecnico dei tesserini, sarà introdotta la mezza giornata di caccia alla tortora in deroga.

Per la quaglia, invece, l’obiettivo è l’11 settembre.

(notizia in aggiornamento)

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