Categorie: Perugia Politica

CALENDARIO VENATORIO: BALDELLI (PRC) CONTRO LE DECISIONI DELLA REGIONE

“Le decisioni in tema di calendario venatorio che la Regione va assumendo non sono in linea con le idee e le volontà di una parte consistente del mondo venatorio: questo è il dato che emerge chiaramente dalle prese di posizione di autorevoli esponenti del mondo associazionistico che ruota attorno alla caccia, prese di posizione tutte contrarie alla doppia apertura e in linea con quanto altre autorevoli istituzioni diverse dalla Regione hanno sempre sostenuto (esistono due atti del Consiglio provinciale in questo senso, uno approvato all'unanimità l'anno scorso e uno all'unanimità in Commissione la settimana scorsa)”. E' quanto emerge da una nota del gruppo Prc alla Provincia di Perugia a firma del suo capogruppo Luca Baldelli. “La politica dello struzzo, che mette la testa sotto la sabbia per fingere che i problemi non esistano, non giova a questo punto a nessuno, tanto meno alla Regione dell'Umbria e alla sua maggioranza. – prosegue la nota – La forza e l'autorevolezza di un'Istituzione non si dimostrano nell'aprire conflitti interistituzionali e nel procedere su strade che non incontrano il consenso della maggioranza dei soggetti a nome e nell'interesse dei quali si pretende di legiferare. Viene da chiedersi quale sia la funzione degli strumenti partecipativi, a partire dalla Consulta, quale idea di concertazione la Regione abbia in mente per affrontare in maniera decisa, fattiva e condivisa le problematiche del mondo venatorio. Viene da chiedersi se non sia necessario un bagno di umiltà da parte di chi deve prendere decisioni in merito a tutti i livelli: dopo le penalizzanti modifiche apportate alla legge 157 dal Parlamento nazionale, per iniziative di forze politiche le più diverse tra loro, ma tutte unite nel dare addosso al mondo venatorio (vedi le dichiarazioni della Brambilla sulla caccia), viene da chiedersi se un segnale di discontinuità in questo senso non sia opportuno e propizio da parte della Regione Umbria. C'è bisogno di rilanciare la partecipazione, il confronto interistituzionale e con il mondo associativo, non per ascoltare e poi decidere a prescindere da ciò che si ascolta, ma per arrivare veramente a proposte condivise. In questo senso, almeno Regione e Provincia, le due istituzioni che esercitano le deleghe in materia di caccia, debbono riannodare i fili del dialogo e incontrarsi all'insegna di una reale volontà di perseguire gli interessi del mondo venatorio”.