ACR Confavi Umbria plaude alla Regione Campania per il suo Calendario venatorio pubblicato nel rispetto, sottolinea l’associazione, della “Direttiva Uccelli” dell’UE. Nelle Marche, in Lombardia e in Liguria ci sono stati invece i ricorsi delle associazioni ambientaliste.
“E, guarda caso (ma poi, a ben vedere, non più di tanto!) – sottolinea Sergio Gunnella – tutte e 3 l’hanno pubblicato sul BUR oltre la data del 15 giugno prescritta dalla L. 157/92; dei 30 giorni di pubblicazione pregressa previsti per le deroghe poi… zero scarabocchio!”.
In Umbria, dopo 4 ricorsi subiti in 5 stagioni di caccia consecutive, dove il Calendario era stato pubblicato abitudinariamente a luglio e ad agosto, quest’ anno esce indenne “dalle imboscate tese dai nemici giurati della caccia! Ma, guarda caso, quest’anno, su pressione e istanza di ACE Confavi Umbria – rivendica Gunnella – la pubblicazione è arrivata addirittura 4 giorni prima della data concessa dalla riforma del 1992”.
Non un caso, per Gunnella. Che annuncia che a maggio del prossimo anno ACR Confavi scriverà ancora alla Regione per chiedere il rispetto dei tempi. “Così, tanto per ricordarle che la legge va rispettata da tutti: in primis, da chi amministra, poi da chi ama fare imboscate sfruttando ritardi che, se reiterati, offrono alle associazioni ambientaliste queste possibilità di cattiveria nei confronti dei cacciatori che, per praticare, pagano tutto e con soldoni sonanti… perfino le giornate di sospensione comminate loro dal Tar in attesa della sentenza finale” spiega Gunnella.
Che conclude: “Le Regioni fanno i loro comodi e violano la legge. Poi, in torto o per paura, accettano senza fiatare tutti i pareri non vincolanti di ISPRA; gli ambientalisti, sempre guardinghi, sfruttano ritardi e ‘pastrocchi’, e il Tar (che deve e fa il suo mestiere) sospende deroghe, pre/aperture, aperture, specie, tempistiche, ecc., ai cacciatori che hanno già pagato in anticipo senza aver deciso, pubblicato e violato un bel niente!”.