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Umbra Acque, incarichi al fratello dell’assessore Calabrese

Alessia Chiriatti

Umbra Acque, incarichi al fratello dell’assessore Calabrese

La denuncia del PD | Giacopetti, "fatto gravissimo" | Miccioni, "luce sulle partecipate" | L'interessato "querela"
Lun, 07/12/2015 - 20:01

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Umbra Acque, incarichi al fratello dell’assessore Calabrese

Sarebbe stato Filippo Calabrese, il fratello e “socio” dell’assessore con delega ai lavori pubblici del comune di Perugia, Francesco Calabrese, a godere di due incarichi di consulenza, per 30mila euro totali nell’arco del 2015, per la partecipata Umbra Acque, la società pubblico-privata che fornisce il servizio idrico integrato nel capoluogo umbro. Un fatto “grave dal punto di vista etico e politico”, proprio in virtù di una forma di conflitto di interesse che esisterebbe tra i due fratelli e per gli incarichi in sè affidati. Almeno così lo hanno definito il consigliere del Comune di Perugia Leonardo Miccioni e il suo segretario Francesco Giacopetti durante una conferenza stampa svoltasi nella sede del loro partito, il PD, in Piazza della Repubblica. Ma Filippo Calabrese rimanda tutte le accuse al mittente, chiarendo immediatamente come si sia trattato di consulenze per un totale di 19mila euro. La querela sarebbe poi già pronta sul tavolo, da indirizzare a Miccioni e Giacopetti.

Miccioni e Giacopetti fanno risalire il tutto al 2011, quando l’allora consigliere comunale Emanuele Prisco (oggi passato alla maggioranza e divenuto assessore della squadra Romizi), insieme all’intera opposizione, presentò un ordine del giorno a sua firma nel quale diceva “Stop alla politicizzazione delle partecipate“. Un odg che viene poi trasformato in una delibera consiliare e approvato all’unanimità. “Quell’ordine del giorno – ha detto oggi Miccioni in conferenza stampa – lo condividevamo quando eravamo maggioranza e lo condividiamo ora che siamo opposizione”.

Ma a detta dei rappresentanti del Pd, oggi la situazione sembra ribaltarsi: sarebbe emerso infatti, “dopo ricerche approfondite e accessi agli atti, che Umbra Acque, ha assegnato nell’anno 2015 due incarichi di consulenza all’avvocato Filippo Calabrese, fratello e socio dell’Assessore al Comune di Perugia Francesco Calabrese, che tra l’altro ha delega ai lavori pubblici”. Il capitale della partecipata, è stato ricordato, è distribuito per il 60% tra soggetti pubblici (con il Comune di Perugia titolare del 33% delle quote) e per il 40% da soggetti privati. La nomina del presidente spetta al sindaco di Perugia, ora Andrea Romizi, il quale al tempo stesso nomina gli assessori della sua giunta e ricopre, in qualità di sindaco della città, anche la presidenza dell’ATI2, l’Autorità d’ambito per il servizio idrico integrato che ha come gestore unico, appunto, la società Umbra Acque.
Mentre trovo legittimo – ha affermato Miccioni – che i membri dei Cda delle aziende e società partecipate, di nomina del  sindaco, siano oltre che dei validi professionisti, pure figure vicine alle liste politiche e civiche che lo hanno sostenuto alle ultime lezioni, trovo grave, per dirla con le parole di Emanuele Prisco, la politicizzazione o la spartizione al tavolo dei vincitori di incarichi e consulenze. E’ noto che l’attuale presidente di Umbra Acque (Gianluca Carini, ndr, di cui Miccioni e Giacopetti hanno chiesto le dimissioni proprio durante la conferenza stampa) sia figura vicina alla lista civica Progetto Perugia – Romizi sindaco, lista che come riporta lo stesso sito internet, indica tra le sue fila, oltre ai 3 consiglieri, pure l’assessore Francesco Calabrese“.
Miccioni ha poi annunciato che depositerà quanto prima un ordine del giorno per fare chiarezza su quanto denunciato: “auspico di condividerlo con i colleghi del PD e con tutte le forse d’opposizione – spiega  – e che i 5stelle siano coerenti con quello che hanno sempre detto. Nell’odg – specifica Miccioni – si chiede se il sindaco sia a conoscenza di tutto questo. Perché se non lo fosse sarebbe grave in quanto dimostrerebbe di non sapere cosa avviene nelle società che lui stesso amministra. Al contrario invece se fosse al corrente di questa situazione il suo silenzio legittimerebbe la spartizione di incarichi. Questo rappresenterebbe un precedente pericoloso e domani ci potremmo aspettare che altri membri della maggioranza rivendichino incarichi per amici e parenti”.

La replica di Calabrese – Immediate e due le parole del fratello dell’assessore, il quale ha parlato di “fango” e di “querela pronta“. “A metà del 2015 – ha scritto Filippo Calabrese in una nota – ovvero oltre un anno da quando insediato il nuovo Presidente (che peraltro non ha responsabilità di gestione), mi sono stati affidati due incarichi particolarmente impegnativi e delicati, uno di natura contenziosa. Sono false le cifre divulgate nella conferenza stampa tenuta da due esponenti del Pd questa mattina: i compensi professionali richiesti per questi due incarichi, applicando il minimo tariffario, sono di circa 19 mila euro complessivi dei quali, allo stato, pagati circa 6 mila. Così come è falso definirmi “socio” di mio fratello Francesco. Da quando ha assunto l’incarico di assessore, mi sono dovuto aprire la mia personale partita Iva, con la quale esercito la mia professione, lui da subito assorbito dal nuovo impegno pubblico che ciascuno può valutare quanto intenso». Poi l’ultima stoccata: “chi cerca le dimissioni di mio fratello – conclude Filippo Calabrese – si cerchi altri argomenti, non coinvolga la mia persona e professione, che certamente non sgradirebbe riuscissero una volta per tutte ad ottenerle”.

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