Cala l’export del vino italiano negli Usa, va meglio in Brasile
ROMA (ITALPRESS) – I dati sulle importazioni di vino negli Stati Uniti confermano il trend negativo già emerso nei mesi precedenti, con il mercato che si attesta intorno ai 5,5 miliardi di euro (-12%). L’indebolimento del dollaro e i dazi imposti hanno accentuato le difficoltà di un settore già penalizzato dal calo dei consumi post-pandemia. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di Wine Monitor di Nomisma. I vini rossi Dop registrano le perdite più consistenti, mentre i bianchi siciliani e toscani evidenziano trend positivi. Anche il Prosecco mantiene i volumi, pur con un lieve calo a valore. Per compensare la flessione negli USA, i produttori italiani cercano mercati extraeuropei. La Cina mostra un calo generale nelle importazioni di vino, con la sola eccezione degli spumanti. In Giappone le importazioni diminuiscono, con l’Italia in flessione sia a volume sia a valore. La Corea del Sud cresce nei volumi ma perde in valore, con risultati positivi per i vini rossi veneti. Il Regno Unito registra un calo generalizzato delle importazioni e l’Italia perde terreno sul mercato, mentre la Svizzera evidenzia una leggera crescita a valore, nonostante i volumi in diminuzione. Un segnale incoraggiante arriva dal Brasile, dove le importazioni aumentano sia in volume sia in valore, con i vini italiani DOP in crescita, trainati dai rossi toscani e dai bianchi veneti. gsl