Cacciatori aggrediti, nodo cinghiale e Calendario venatorio: le proposte di Nata Libera

Cacciatori aggrediti, nodo cinghiale e Calendario venatorio: le proposte di Nata Libera

Redazione

Cacciatori aggrediti, nodo cinghiale e Calendario venatorio: le proposte di Nata Libera

Sab, 20/03/2021 - 10:53

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Tortoioli: misure complementari alla primaria azione delle squadre e caccia al colombaccio sin dalla preapertura | Una legge per la tutela dei cacciatori

Agenda venatoria di primavera: sicurezza e serio contenimento del cinghiale, calendario con il colombaccio in preapertura come già fanno da tempo tante regioni. Claudio Tortoioli, responsabile dell’Associazione ambientale venatoria Nata Libera Perugia, interviene sul dibattito in corso nel mondo venatorio, tra problema cinghiale, modifica dei regolamenti e predisposizione del Calendario per la prossima stagione.


Nuovo Calendario venatorio, la bozza


Cacciatori aggrediti

Tortoioli esordisce ricordando gli episodi di atti vandalici contro le auto lasciate in sosta dai cacciatori, bersaglio anche di aggressioni fisiche e verbali, spesso non denunciate per timore di ulteriori conseguenze.

“Esperienze – spiega Tortoioli – avvenute anche nelle nostre campagne, non denunciate, ma gravissime. Un caro amico, non più giovanissimo, nelle vicinanze del lago Trasimeno ha subito un’aggressione e insulti, da parte di un giovane anticaccia fuggito in scooter dopo il grave gesto. In altri Paesi da anni ci sono leggi, e sanzioni pesanti, per chi disturba, osteggia, offende, aggredisce cacciatori durante l’attività venatoria”. Da qui la richiesta per una normativa nazionale a difesa dei cacciatori.

“Va ricordato che anche la corte di Giustizia dei diritti dell’uomo di Strasburgo – prosegue Tortoioli – ha sentenziato, già dal nel 2011, che la caccia fa parte della gestione e della conservazione della natura, e ha una rilevanza pubblica necessaria e giustificata”.

Sicurezza e rispetto per i cacciatori, per Nata Libera Perugia, è dunque la premessa per ogni proposta sulla caccia. “Premessa che segnalo – aggiunge – a coloro che avanzano proposte pericolose, strampalate, non certo risolutive, che finiscono per danneggiare l’intero mondo venatorio”.

Il nodo cinghiale

E si arriva al nodo cinghiale, al centro del dibattito sulla caccia in Umbria. “La presenza del cinghiale anche nella nostra regione ha raggiunto livelli insostenibili. Sicurezza stradale, danni alle coltivazioni, presenza in aree urbane e parchi gioco inducono Istituzioni e realtà venatoria – afferma Tortoioli – a scelte radicali di forte e concreto contenimento. Gravissimo e irresponsabile il livello di confusione alimentato da qualche settimana, dal quale, Nata Libera si dissocia totalmente”.

“Polemiche sterili – accusa Tortoioli – proposte accomodanti di spartizioni del territorio, per garantire l’assurda riproposizione della ‘pericolosissima pratica della cacciarella’.

Ma d’altro canto “c’è anche chi, responsabilmente e attivamente, si impegna nella gestione, per ovvi fini venatori, ma anche nella consapevolezza del ruolo che la caccia inevitabilmente ha, nel contenimento di un’equilibrata presenza delle specie selvatiche di grossa mole, riducendone pericoli e impatto sulle attività umane”.

Tortoioli ricordano come le squadre rappresentino la forma più efficace ed affidabile attuata in tutta Europa, per il contenimento della specie cinghiale: hanno conoscenze, regole precise, responsabilità e organizzazione consolidate, corposità in termini numerici. Peculiarità che possono essere affinate sempre di più in termini di efficacia negli abbattimenti e sicurezza.

Rassereniamo il clima della discussione dell’emergenza cinghiale – è l’invito di Tortoioli -: nessuna fuga in avanti, ma tutti insieme affrontiamo il problema con serietà, senza speculazione e timori. Il nuovo corso è nelle mani di tutti noi, ovviamente”.

Le misure della Regione

Nata Libera Perugia giudica condivisibili gli obiettivi perseguiti dalla Regione: riduzione del numero di cinghiali, migliorare sicurezza delle persone e della viabilità, ridurre impatto su coltivazioni e attività economiche, e costi per indennizzi, migliorare la biodiversità.

“Bene le nuove proposte su selezione e abbattimenti – afferma Tortoioli – sul danno agricolo, da parte degli agricoltori, prelievo dei singoli. Un po’ di competizione e nuovi stimoli possono servire, e ovviamente, essere complementari al primario ruolo delle squadre. Un periodo sperimentale potrebbe garantire gli scettici, poco propensi al nuovo corso”.

Proposte alternative

E se gli obiettivi prefissati non verranno raggiunti?

Per Tortoioli l’alternativa potrebbe essere “caccia tutto l’anno per tutte le specie problematiche e invasive, come avviene da anni in tanti Stati, anche europei. Noi – prosegue – vogliamo veramente e concretamente, la tutela di tutte le forme di caccia. E soprattutto salvaguardare l’immagine del cacciatore moderno, come equilibrato custode del territorio e della fauna”.

Nata Libera ritiene necessario e urgente che contestualmente alle innovazioni per l’eccessiva presenza del cinghiale, si saldi ad esse, il contenimento di altre specie dannose per l’equilibrio faunistico e salvaguardia della biodiversità e della piccola selvaggina nobile.

Il nuovo Calendario venatorio

Per quanto riguarda il nuovo calendario venatorio, a giudizio di Nata Libera Perugia sono molte le cose da cambiare: “Chiediamo fin d’ora che la specie più diffusa, presente e in forte espansione in tutta Europa, con in Italia, il colombaccio, venga messo dal primo giorno di caccia (preapertura compresa). Su cinghiale e colombaccio, alcune minoranze alimentano egoismi inaccettabili, che respingeremo con determinazione, sapendo di essere nel giusto. Mossi esclusivamente dalla passione in difesa della natura, della biodiversità e della ruralità, ci riserviamo una richiesta di incontro con la Regione”.

“Vogliamo dare il nostro contributo – conclude Claudio Tortoioli – alla risoluzione dei tanti problemi aperti, che interessano la collettività, consapevoli, che un sistema caccia equilibrato, può essere importante anche per una più allargata condivisione della nostra attività da parte della opinione pubblica regionale”.

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