Caccia, spunta il decreto provinciale di Presenzini (Wwf)

Caccia, spunta il decreto provinciale di Presenzini (Wwf)

Guardie venatorie, sviluppo inaspettato in Commissione regionale: il rilascio il 2 ottobre | Fiorini prepara un esposto contro Regione e Provincia e chiede il rimborso delle multe | Ma il caso sanzioni resta aperto

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Dal 2 ottobre il coordinatore umbro delle guardie ambientali del Wwf, Sauro Presenzini ha (“di nuovo“, sottolinea il diretto interessato) il decreto della Provincia di Perugia che abilita, al di là di ogni possibile interpretazione sulla norma, ai controlli (e quindi anche ad effettuare multe e sequestri) in materia venatoria.

La novità è emersa nel corso dell’audizione in III Commissione regionale dei funzionari degli uffici competenti della Regione. Assente per impegni istituzionali l’assessore Fernanda Cecchini, i funzionari regionali hanno informato che dal 2 ottobre, appunto, Presenzi, oltre al decreto prefettizio già in suo possesso, ha ottenuto il rilascio anche dell’autorizzazione della Provincia di Perugia. Quel documento la cui assenza era contestata dalla Libera Caccia allo stesso Presenzini e ad altre guardie volontarie ambientaliste.

Una novità, quella comunicata in Commissione, che ha fatto andare su tutte le furie l’esponente della Lega, Emanuele Fiorini, che dopo aver presentato lo scorso 28 settembre un’interrogazione all’assessore Cecchini, aveva chiesto l’audizione in Commissione di Presenzini per dirimere la questione che si trascina dal novembre del 2017, quando l’avvocato della Libera Caccia, Marzio Vaccari, vagliando il verbale comminato ad un cacciatore spoletino, aveva evidenziato come, a suo parere, quella multa fosse nulla in quanto l’estensore non aveva titolo per farla.


Multe ai cacciatori, Ccecchini: “Solo le Provincie possono autorizzare i controlli dei volontari”


Il presidente della III Commissione regionale, Attilio Solinas, ha ritenuto più opportuno chiamare in Commissione l’assessore Cecchini, accompagnata dai funzionari degli uffici, ritenendo che questi fossero in grado di fornire tutte le risposte ai quesiti posti da Fiorini. E la risposta, relativa al rilascio del decreto provinciale il 2 ottobre, è caduta come un fulmine a ciel sereno sullo stesso Fiorini e sui cacciatori. L’esponente della Lega intende presentare un esposto in Procura, chiamando in causa i funzionari della Provincia e della Regione: “Nonostante gli esposti presentati dai mesi scorsi dai cacciatori e la mia interrogazione con richiesta di risposta scritta datata 28 ottobre – tuona Fiorini – il 2 ottobre viene rilasciato il decreto provinciale ad una persona della quale erano stati denunciati i possibili abusi di potere. Voglio andare fino in fondo a questa vicenda. Sappiamo che la la Provincia di Perugia era stata informata degli esposti in essere riguardanti l’attività di Presenzini: come mai gli uffici dell’ente hanno comunque deciso di avviare le  pratiche di rilascio del decreto? Possibile, tra l’altro, che la Regione, tramite la sezione contenzioso non abbia mai verificato? Due aspetti sui quali intendo far luce percorrendo ogni strada possibile affinchè vengano individuate responsabilità e invalidata la pratica. E’ finito – conclude Fiorini – il tempo di vessare con ingiustificati abusi di potere i cacciatori umbri che con passione, diligenza e nel rispetto del regolamento praticano l’attività venatoria. Chiederò all’assessore Cecchini – conclude Fiorini – di avviare tutte le pratiche per il rimborso delle multe irregolarmente elevate”.

I cacciatori: “Tutte le multe precedenti sono nulle”

Quantomeno perplesso è il presidente umbro della Libera Caccia, Lando Loretoni: “Regione e Provincia credono in questo modo di aver sanato l’illegittimità da noi denunciata, ma in realtà a nostro avviso hanno peggiorato la situazione. Anche perché, oltre al problema delle multe, ci sono aspetti di rilevanza penale rispetto ai sequestri ed ai danni procurati ad alcuni cacciatori ed all’operato di alcune di queste guardie venatorie che agivano, a nostro giudizio, senza titolo. E comunque – conclude Loretoni – è evidente che, se hanno dovuto rilasciare il decreto dopo i nostri solleciti, avevamo ragione noi della Libera Caccia: quell’attività e quelle sanzioni, le guardie prive di decreto della Provincia non potevano e non possono farle“.


Caccia, tra orgoglio, multe e provocazioni


Una tesi confortata dal parere dell’avvocato Vaccari. Che ricorda come, dal caso sollevato nel novembre del 2017, ci sia poi stata una corrispondenza con gli enti interessati (Provincia e Regione) nei quali era stato messo nero su bianco che almeno Presenzini ed altre tre guardie del Wwf non avevano titolo per fare controlli in materia venatoria. Anzi la stessa Provincia di Perugia, quella che ha poi rilasciato il 2 ottobre il decreto a Presenzini, il 13 marzo lo aveva convocato, senza esito. Fino almeno al 9 luglio, data nella quale la Provincia ha risposto ad un altro sollecito. E gli uffici della Regione, il 21 settembre, rispondevano alla Libera Caccia che erano in corso “approfondimenti” sulla legittimità delle sanzioni comminate dalle guardie volontarie. “Tutte le multe fatte da chi non era in possesso di decreto provinciale – ribadisce l’avvocato Vaccari – sono illegittime“. Ed invita tutti i cacciatori multati da chi non ne avrebbe titolo ad inviare una richiesta di rimborso delle sanzioni pagate e di risarcimento del danno da quantificare (ad esempio, in caso di sequestro delle armi).

Il Wwf: “Sempre agito in piena legalità”

Il diretto interessato, Sauro Presenzini, si gode la carta che, nelle partite su stampa e social contro la Libera Caccia, non si era ancora giocato. Ed ora, dopo quello prefettizio, ha in tasca anche il decreto rilasciato dalla Provincia di Perugia. Documento, spiega, che aveva già negli anni passati e che poi non aveva rinnovato. Perché, ed è questa l’interpretazione del Wwf, già il decreto prefettizio consente di fare controlli ai cacciatori e sanzionare quelli che violano la legge. Insomma, la richiesta di riottenere anche il decreto prefettizio sarebbe un modo non per sanare una presunta illegittimità, ma per togliere ogni alibi ai cacciatori sanzionati. “Perché il problema – commenta Presenzini – è questo: anziché scagliarsi contro di noi, le associazioni venatorie dovrebbero prendersela con quei singoli cacciatori scorretti che danneggiano l’intera categoria. Per questo abbiamo più volte invitato le associazioni venatorie a costituirsi parte civile nei processi contro i cacciatori che violano gravemente la legge, ma nessuna l’ha fatto“.

Quanto alla legittimità del proprio operato prima del 2 ottobre ed alla regolarità delle sanzioni comminate, Presenzini commenta: “I verbali da noi fatti vengono valutati e vagliati dagli organi istituzionali competenti. E comunque, il titolo io l’ho sempre avuto, lo dice la norma. Ma se qualche associazione venatoria vuole proseguire su questa strada, faccia valere le proprie ragioni davanti a un giudice. Ognuno poi ne pagherà le conseguenze. Ed a rimetterci – conclude Presenzini – sono poi i cacciatori“.

Insomma, se il rilascio dei decreti della Provincia (perché presumibilmente, oltre a Presenzini, altri ne avranno fatto richiesta) doveva chiudere definitivamente il braccio di ferro tra cacciatori e ambientalisti, visto che ognuno dei “contendenti” resta sulle proprie posizioni iniziali, diventa invece materia per altre polemiche e carte bollate. Fino al prossimo capitolo.

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