Caccia, Regione ricorre contro decisione Governo su beccaccia-tordo e cesena - Tuttoggi.info

Caccia, Regione ricorre contro decisione Governo su beccaccia-tordo e cesena

Redazione

Caccia, Regione ricorre contro decisione Governo su beccaccia-tordo e cesena

L'assessore Cecchini, “mandato all’ufficio legale contro chiusura anticipata"
Ven, 30/01/2015 - 15:02

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“Abbiamo dato mandato all’ufficio legale della Regione di verificare la possibilità di fare ricorso, insieme alle altre Regioni interessate, contro il provvedimento del Governo che ha deciso d’imperio di interrompere la caccia a tordo bottaccio, cesena e beccaccia a partire dal 20 gennaio scorso”. E’ quanto ha riferito questa mattina, venerdì 30 gennaio, l’assessore regionale alle politiche venatorie Fernanda Cecchini nel corso della riunione della Consulta faunistico venatoria che si è riunita nella sede regionale del Broletto a Perugia. L’assessore cecchini ha informato i partecipanti alla Consulta di quanto accaduto nelle scorse settimane e cioè della decisione del Governo che, avvalendosi del potere sostitutivo straordinario, ha chiuso la caccia a tordo bottaccio, cesena e beccaccia in sei regioni italiane. Un atto per il quale le Regioni Umbria, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana e Marche hanno chiesto un incontro urgente ai ministri alle Politiche agricole, Maurizio Martina, e dell’Ambiente, Gian Luca Galletti ed ora si stanno coordinando per verificare la possibilità di un ricorso. “Ovviamente, ha sostenuto la Cecchini, per questa stagione venatoria non possiamo più ottenere nulla, ma la vertenza con il Governo dovrà necessariamente riguardare il prossimo calendario venatorio 2015-2016. Il Consiglio dei Ministri ha approvato infatti, su proposta del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, le delibere che assegnano al Governo il potere sostitutivo straordinario per anticipare il termine di chiusura della caccia garantendo così che beccaccia, tordo bottaccio e cesena non vengano cacciate durante il periodo della riproduzione e il ritorno al luogo di nidificazione, tema oggetto di un’imminente apertura da parte dell’Europa di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Il problema sta nel metodo adottato, non certo tra i più democratici, per porre fine a un problema che da anni le stesse Regioni avevano segnalato, chiedendo al Ministro competente la conferma o meno dei periodi di caccia indicati nell’articolo 18 della legge nazionale 157 del 1992. L’Umbria, come le altre Regioni, si è rigorosamente attenuta alla legge.

 “Invece di questo ‘commissariamento’ – ha sottolineato ancora l’assessore – ci saremmo aspettati dunque che il Governo intervenisse coinvolgendo le Commissioni parlamentari e il Parlamento per approvare le modifiche alla legge nazionale. È inaccettabile che una evidente incoerenza della legge 157, che all’art. 1 comma 4 dichiara l’integrale recepimento delle direttive comunitarie riguardanti la materia, affermazione evidentemente smentita dagli atti assunti dal Consiglio dei Ministri, venga poi fatta ricadere sulle Regioni. Ora, sia dal punto di vista politico che legale, porteremo avanti questa battaglia. In questo modo tra l’altro rischiamo, per il prossimo calendario venatorio, di dover “scegliere” se approvarlo in contrasto con la legge nazionale sulla caccia o in contrasto con le decisioni del Ministero delle Ambiente. E questo è un nodo che può sciogliere soltanto il Parlamento”.

L’assessore Cecchini ha anche informato i rappresentanti della Consulta sullo “stato dell’arte” delle riforme istituzionali ed in particolare del Disegno di Legge, approvato dalla Giunta regionale, con cui vengono stabilite le funzioni che, in seguito al riordino delle Province, saranno riassunte in capo alla Regione. “Tra queste – ha fatto notare l’assessore, vi è la gestione venatoria e nello specifico le attività svolte attualmente dagli uffici provinciali: gestione e rapporti con gli Ambiti Territoriali di Caccia, pianificazione territoriale e istituzione ambiti protetti, procedure autorizzative (appostamenti di caccia, tassidermia, esami per il rilascio della licenza, guardie volontarie, corsi per l’abilitazione della caccia di selezione, centri recupero fauna selvatica, gare cinofile), piani di contenimento della fauna selvatica, risarcimenti danni causati dalla fauna selvatica all’agricoltura e alla zootecnia.
Il ritorno di queste funzioni alla regione – ha concluso l’assessore Cecchini – sarà accompagnato da una riorganizzazione delle strutture che comunque dovrà garantire un’articolata presenza degli uffici nel territorio umbro per non creare disagi agli utenti”.

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