Riceviamo e pubblichiamo da ACR/Confavi Umbria questa lettera aperta indirizzata alla Regione Umbria, intitolata Manifesto della diversità.
Cara Regione. Perché non ti unisci a noi di ACR/CONFAVI Umbria? Ci hai mai pensato? Perché
non rifondiamo insieme la Caccia di casa nostra? Tu sei colta. Più colta di noi. E ci sai fare. L’ hai
sempre dimostrato: perfino quando hai cambiato il colore della tua pelle: in questo tu sei
formidabile.
Noi cacciatori che invece non siamo perfetti, cambieremo pure tifoseria ogni tanto, ma
non rinnegheremo mai la nostra genesi. E sai perché? Perché noi andiamo a caccia. Tu hai funzioni
fondamentali, potestà legislativa, esecutiva e amministrativa, oltre che gestire risorse finanziarie e
partecipare alla vita politica nazionale. Ma non pratichi; insomma hai uno ‘stile di vita’ diverso dal
nostro. Non ti alzi all’ alba, non studi, non paghi gabelle né sostieni esami di caccia come facciamo
noi. Tu, all’ interno del tuo palazzo dorato disponi il merito, ma non ne conosci il metodo; e noi che
respiriamo la Natura ad ogni uscita, pur di stare in pace con te, con il mondo e col nostro Fido,
abbiamo sempre eseguito in silenzio. Tu legiferi, deliberi, dirigi la nostra Venaria disegnandone
perfino le sorti e noi stringiamo i denti per non contrariarti. Baratti leggi e Natura senza, tuttavia,
comprenderne i segreti.

Insomma, cara Regione Umbria, è arrivato il tempo di accettare il nostro consiglio: in caccia, usa
meno politica partitica, e dai più spazio alla politica venatoria! Lo sappiamo, noi che respiriamo
avventura e sudore, che tu hai bisogno di noi. E lascia perdere i Ronzinanti & i Sancho Panza di
turno che ti hanno accompagnata fino a oggi in questa valle di lacrime! Stando a quanto accade
ormai da oltre 30anni, il tuo palinsesto venatico ha urgente bisogno di volti nuovi, di Esperti &
cacciatori slegati quanto basta da lacci e laccioli associativi e politici, veramente competenti e utili
per te e per l’ intera Venaria dell’ Umbria. Noi di ACR/CONFAVI UMBRIA che non siamo
solamente differenti, ma diversi da tutti gli altri, ameremmo, per esempio, definirti presto e con sana
speranza ‘Regione della corretta fruizione del territorio’ (scusaci l’ ardire, ma questo epitaffio l’
abbiamo inventato noi per te in esclusiva). Solo così a nostro avviso, potrai salvare per tempo la
tradizione fruitiva millenaria del tuo territorio che ti distingue da tutte le altre regioni italiane. Il
tempo stringe.
Tu ci dirai che ci sono ben altre problematiche sociali da discutere negli alti chiacchieratoi della tua
politica regionale e che la materia Caccia non merita poi tutta questa attenzione. ‘Mica mi alzo alle
cinque come te per andare a caccia, io!’ – mi riprenderai senza troppo pensare. Ma il punto sta
proprio qui. Perché ti ostini ad arrabattarti su una materia che non conosci e che senza di noi che ci
definiamo diversi, forse, non conoscerai mai? Sminestri da 33 anni alambicchi & alchimie con la
solita Banda delle merende, e non ti sei ancora accorta che, seguendo cotanti avventurieri sei finita
per infilare il sacco pieno di nodi di una Venaria tutta da rifare. Insieme a loro non hai ancora
applicato la Riforma del 1992 che avrebbe potuto portarci al top, come hanno fatto tante altre tue
consorelle virtuose. Al contrario, al fine di nascondere le tue e le di loro insipienze, avete finito per
farcela odiare, tutti quanti siamo! Che vergogna! Lo dimostra in queste ore una tua ennesima quanto ridicola invenzione: la post/apertura. Una sorta di surrogato di deroga sotto le mentite spoglie di una pre/apertura che si terrà…a ottobre.
Abbiamo detto ridicola? Ci scuseranno il lapsus le tortore casalinghe truccate da Streptopelia turtur e i
piccioni torraioli che di selvatico non hanno neppure il piglio. Perché se le bocce rimarranno
ferme…siamo pronti a giurare che a ottobre queste bestiole non rideranno affatto. Chi si rallegrerà
di questa festaiola sagra dell’ invenzione, saranno invece ‘I cacciatori del Bargellino’ e il loro
codazzo di gonzi. C’ è chi ama sparare e c’ è chi, come noi di CONFAVI/Umbria, ama andare a caccia. Ergo, per quanto ci riguarda, noi a ottobre, con tutto il rispetto dovuto a tortore casalinghe &
piccioni torraioli, riserveremo le nostre attenzioni a ben altre prede. Te la ricordi l’ esistenza dello
storno e del fringuello? Altre regioni sì; e tu no: questione di feeling…Noi a questo gioco delle tre
carte non ci stiamo, cara aspirante ‘Regione della corretta fruizione del territorio’. No. Proprio no.
Rientra nei ranghi della normalità, carissima Amministrazione. Ascolta una volta anche noi e cerca
di comprendere il perché CONFAVI/Umbria ama autodefinirsi diversa.
Piuttosto, Regione nostra, vediamoci presto! Così avrai occasione di confrontarti con altri che non siano sempre gli stessi, che diamine! Forse parlando in piena serenità d’ animo scopriremo pure che le Z.R.C., gli A.T.C., il C.T.F.V.N., l’ I.S.P.R.A. non sono solamente sterili acronimi il cui significato pratico rimane nel
libro dei nostri sogni più improbabili. E ancora: che fine hanno fatto la cinofilia, il volontariato, la
migratoria, le Palombare, la caccia col cane, le Quaglie sulle stoppie che ce cacciavano l’ occhi da
quante erano!, le Starne che esplodevano nel sole, la canizza sull’ orecchiona che schizzava dall’
arato….Roba d’ altri tempi? Roba vecchia e da vecchi? Suvvia allora, fatti attuale, Regione
Umbria. ‘Adesso c’ è l’ app!’, grida qualcuno dall’ alto del suo scranno di cartone, ‘c’ è il tesserino
elettronico, il web e l’ intelligenza artificiale; siamo moderni, noi!’.
Vuoi sapere la verità? Di queste diavolerie da scrivania, a noi che pratichiamo la caccia cacciata,
non ce ne po’ fregà de meno!
A presto, illustre Amministrazione regionale umbra. Scegli con cura: il mazzo è limitato. E noi
siamo a disposizione. Pensa alla salute, che ne hai bisogno!
Sergio Gunnella ACR/CONFAVI UMBRIA