Caccia, i "grazie" al vetriolo di Gunnella (Confavi)

Caccia, i “grazie” al vetriolo di Gunnella (Confavi)

Redazione

Caccia, i “grazie” al vetriolo di Gunnella (Confavi)

Dom, 27/09/2020 - 15:15

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Caccia, i “grazie” al vetriolo di Gunnella (Confavi)

“Intendo ringraziare la nuova amministrazione regionale umbra e l’Assessorato con delega alla caccia. Un plauso per non avere cambiato niente fin dall’inizio in materia di sforzo di caccia. E ancora grazie per aver portato all’apertura della stagione venatoria di domenica 20 settembre tutti i cacciatori/contribuenti umbri, senza novità né rivoluzioni copernicane”. Inizia così il messaggio di Sergio Gunnella, presidente Confavi (Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane) per la provincia di Terni.

Ai politici: “Siete come gli altri”

Gunella prosegue rivolgendosi agli amministratori della materia della caccia in Umbria: “In questo anno ormai trascorso, non vi siete sforzati minimamente di capire; non avete saputo cogliere nemmeno il valore aggiunto offertovi gratuitamente e senza scopo da, chi fra gli addetti ai lavori, si è reso più volte disponibile. Perché vi ringrazio? Perché così facendo, miei cari, avete dimostrato a tutti i cacciatori di non differenziarvi minimamente dagli ‘altri’ politici. Quelli, cioè, che vi hanno preceduto. Come loro (e come tanti altri amministratori del nostro Paese nel settore venatico), anche voi avete maldestramente trascurato un mondo che non conoscete e che, ostinandovi in questa direzione, non conoscerete mai”.

Serve un segnale

Gunnella invita a dare un segnale: “Siete ancora in tempo! Sceglietevi le persone adatte e lavorate insieme a esse per rifondare il concetto stesso di caccia in questa nostra regione. Se qualcuno che mi legge oggi ha ancora dei dubbi su ciò che sto scrivendo, lo chieda ai cacciatori (e al loro Fido) che hanno passeggiato in campagna domenica scorsa, con lo schioppo in spalla e la mascherina in tasca, come funziona la caccia in Umbria”.

Gunnella ringrazia poi tutti coloro “che a caccia non vanno e che sopportano la nostra attività, pur se rumorosa!”.

Alle altre associazioni venatorie

Ed a proposito delle associazioni venatorie “più blasonate” dice: “A loro non chiedo nulla, consapevole come sono di quanto esse siano impegnate a raccattare tessere assicurative, al punto di aver dimenticato perfino di essere nate allo scopo di tutelare gli interessi dei cacciatori”.

Infine, Gunnella a tutti i colleghi che praticano la caccia cacciata: “In fondo, è solo grazie a loro e ai soldi sborsati per il rinnovo delle loro licenze, se nel nostro Belpaese non è ancora vietato parlare di caccia”.

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