Caccia di selezione, stagione a rischio

Caccia di selezione, stagione a rischio

Senza il pronunciamento del Tar la Regione non può nemmeno attivare il suo “piano B” | Spunta l’anteprima della valutazione dell’Ispra

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Senza il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato dal Wwf contro il calendario venatorio per la caccia di selezione di daini e caprioli in Umbria, la Regione ha le mani legate. E’ quanto hanno comunicato l’assessore regionale Fernanda Cecchini e il funzionario dell’ente, Umberto Sergiacomi, nell’incontro con le associazioni venatorie che si è tenuto al quinto piano del Broletto per fare il punto dopo la decisione di non far ripartire la caccia di selezione il 7 gennaio.


Caccia di selezione in Umbria, niente riapertura il 7 gennaio


L’assessore Cecchini ha annunciato ai rappresentanti delle associazioni venatorie presenti all’incontro che in caso di accoglimento del ricorso degli ambientalisti la Regione avrebbe pronto un “piano B”. Qualora invece il ricorso venisse respinto, la caccia di selezione sarebbe immediatamente riaperta. Il tempo, però, gioca contro i cacciatori. In base al Calendario venatorio approvato, infatti, la caccia di selezione in questo periodo dell’anno potrà essere effettuata solo fino al 15 marzo e dunque, in caso di ulteriore rinvio della sentenza, la stagione di caccia sarebbe di fatto compromessa.

Informalmente si è appreso che l’Ispra avrebbe preparato un parere favorevole alla riapertura, operando però una rimodulazione sulla base dei capi non abbattuti durante il periodo estivo, per non avere uno squilibrio tra il numero dei maschi e quello delle femmine presenti nei boschi dell’Umbria. In questo caso, tuttavia, ci sarebbe sì il via libera alla ripresa della caccia di selezione, ma occorrerebbe altro tempo per effettuare il monitoraggio e ridefinire i capi da abbattere.

Ecco perché le associazioni venatorie, attraverso i propri legali, stanno cercando di sollecitare il pronunciamento dei giudizi amministrativi.

Nel corso della riunione sono stati introdotti altri due temi, quello relativo al caso delle guardie del Wwf e dell’emanazione del decreto da parte della Provincia di Perugia e gli abbattimenti dei lupi. Ma in questa fase, troppa carne al fuoco può solo creare più confusione e magari finire per dividere il fronte dei cacciatori. Per questo, alla fine con l’assessore Cecchini si è parlato solo della caccia di selezione in Umbria. Con il timore che anche a livello governativo la sensibilità nei confronti della caccia sia cambiata e che quindi, magari attraverso un ulteriore ritardo nel pronunciamento del Tar, la stagione in Umbria possa essere di fatto compromessa.

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