Bufera caccia, indagato ex presidente Atc1. Accusa "rimborsi truffa"

Bufera caccia nove indagati, dai regali di nozze ai salumi al volo in Romania con i rimborsi della Provincia

Redazione

Bufera caccia nove indagati, dai regali di nozze ai salumi al volo in Romania con i rimborsi della Provincia

Peculato, truffa e abuso d'ufficio le accuse. Dal viaggio in Romania ai regali di nozze fino ai 60 pranzi
Mer, 13/12/2017 - 09:59

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Pranzi, cene, merende, chilometri finti, regalie, volantini, programmi televisivi. Tutto con soldi pubblici, della Provincia in particolare, quando questa era ancora nel pieno delle sue funzioni e il tema della caccia era una competenza dell’Ente di Piazza Italia. Nove indagati, tra cui il nome di spicco è quello di Quartilio Ciofini ex presidente dell’Atc Perugia 1, secondo la procura di Perugia, in concorso tra loro e in maniera continuata avrebbero truffato la Provincia e la Regione ottenendo illecitamente rimborsi. Il sostituto procuratore Paolo Abbritti ha descritto quello che dalle risultanze delle indagini sarebbe un meccanismo di un raggiro (lo scorso agosto è stato notificato a tutti gli indagati l’avviso di conclusione delle indagini) fruttato 744.731 euro.

Peculato, truffa e abuso d’ufficio sono le accuse a vario titolo per i 9 indagati che adesso potranno chiarire la loro posizione davanti al pm. Gli interrogatori si stanno tenendo anche in questi giorni.

I rimborsi chilometrici

Sostiene la procura che Ciofini, sette guardie giurate venatorie della Federcaccia di Perugia e l’allora direttore tecnico di Federcaccia dal 2008 al 2013 avrebbero trasmesso alla Provincia fogli di viaggio  per i chilometri percorsi  nell’ambito dei servizi espletati come sorveglianti nelle Zrc (zone di ripopolamento e cattura) privi di ogni riferimento in grado di attestarne la correttezza. Senza data, luogo, o scopo dell’uscita. Per un totale di 12.786 euro. E poi ci sono i rimborsi per tutta una serie di soggetti che avrebbero viaggiato per diversi chilometri svolgendo attività utili per l’Atc per oltre 15 mila euro.

I regali di matrimonio

In questo caso gli episodi contestati sono due: il matrimonio di un dipendete per il quale sono stati spesi 376 euro in un negozio di articoli per la casa, un alista nozze per quota viaggio da 250 euro, un set di accessori per la cucina da 200 euro per il figlio di un dipendente convolato a giuste nozze  e gli 800 euro per il dipendente che lasciava il celibato e non senza un televisore 40 pollici. E questo secondo gli inquirenti perché “avendo per ragioni del suo ufficio la disponibilità di ingenti somme di denaro stanziate per la gestione della Zrc dalla Provincia, le utilizzava per finalità estranee a quell’associazione”.

Pranzi, cene e merende

Sessantuno pasti al ristorante, una cinquantina di acquisti alimentari alcuni decisamente consistenti (salami e prosciutti) per circa 18 mila euro, scrive il pm “del tutto estranee ai fini istituzionali dell’associazione”.

La trasmissione TV

Ci sono anche più di 6 mila euro per “opuscoli e pubblicità” e sponsorizzazione di una trasmissione televisiva tra le spese che contesta la procura come “non coerenti con i fini istituzionali”.

I viaggi

2mila e 500 euro di viaggio (volo, pernottamento e consumazione) in Romania di tre persone, spese, sostiene anche in questo caso il pm “non necessarie ai fini istituzionali dell’Ente”.

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