Bonus baby sitting chiesti indietro a medici, Inps: nessuna restituzione - Tuttoggi

Bonus baby sitting chiesti indietro a medici, Inps: nessuna restituzione

Redazione

Bonus baby sitting chiesti indietro a medici, Inps: nessuna restituzione

Lun, 22/03/2021 - 16:30

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Bonus baby sitting, richieste di restituzione di somme indebite ricevute da alcuni medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: l'Inps chiarisce

In attesa di chiarimenti da parte del Ministero del lavoro, tutti gli indebiti relativi ai bonus baby sitting e centri estivi non dovranno essere restituiti.

È il risultato ottenuto dalla mediazione della direzione regionale Inps Umbria con la direzione centrale competente dell’Istituto e il Ministero del lavoro.

Bonus baby sitting, chiesta restituzione a medici convenzionati

La vicenda, già nota, si origina dalle richieste di restituzione di somme indebite ricevute da alcuni medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, in prima linea nel combattere il covid.

La normativa, infatti, prevede una differenza nell’importo del bonus baby sitting percepibile: massimo 2.000 euro per i sanitari dipendenti pubblici e 1.200 per i sanitari privati. I sanitari che pur lavorando nel pubblico con un contratto di collaborazione – di natura privatistica – avevano chiesto ed ottenuto più di 1.200 euro avrebbero dovuto restituire l’importo eccedente.

Inps: “Evidente discriminazione”

“Si tratta tuttavia – sottolinea l’Inpsdi un’evidente discriminazione, che necessita di essere posta all’attenzione del legislatore e del Ministero competente.

In questo momento emergenziale l’Inps è in prima linea accanto a medici ed infermieri nel contrastare la crisi sanitaria ed economica. Questo è dimostrato non solo dall’enorme mole di prestazioni covid erogate dall’Istituto nell’ultimo anno, ma anche dall’aver messo a disposizione della campagna vaccinale le proprie strutture e i propri medici sul territorio.

A tutti i sanitari impegnati nel contrasto al covid va la nostra vicinanza e solidarietà, insieme all’assicurazione che ci impegneremo affinché eventuali discriminazioni dovute a “sviste” del legislatore o del Ministero competente vengano evidenziate e corrette”.

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