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Boccali vs Gabrielli su Protezione Civile / Il “temporale” di un pomeriggio

Sara Cipriani

Smorza i toni Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e responsabile per la Protezione Civile in seno all'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), sul botta e risposta con nientepopodimenoche il Prefetto Gabrielli, che della Prociv ne è il Capo.

Il fatto – Tutto ha inizio nel primissimo pomeriggio di ieri (28 novembre) con l'audizione in Senato, Commissione Ambiente, del Prefetto Franco Gabrielli in merito al funzionamento del sistema di allerta nazionale per le emergenze ambientali, con particolare riferimento a quanto avvenuto il 18 novembre scorso in Sardegna. Nel relazionare la situazione il Prefetto in un passaggio così si esprime “Sulla carta, il 25 per cento dei Comuni italiani non ha uno straccio di piano di protezione civile. Del restante 75 per cento, vorrei vederne il 50 ma non ho la possibilità di farlo”. Come a dire che il n. 1 della Prociv non trova collaborazione dalla pubblica amministrazione locale. Per poi continuare con la “ruspante” considerazione “Si dovrebbero quindi fare meno feste di paese e più piani di protezione civile”. Neanche a dirlo, la frase viene immediatamente battuta dalle agenzie stampa e rimbalza in rete raccogliendo immediate le reazioni di lettori e, ovviamente, dei comuni chiamati direttamente in causa.

Boccali non ci sta – E in cima a tutti i Sindaci d'Italia, in materia di Protezione Civile, in ANCI c'è il primo cittadino di Perugia, che non può non replicare all' “uscita” del Prefetto. “Perché meno feste nei comuni? Facciamo la festa di protezione civile”. Così esordisce dunque la replica di Wladimiro Boccali “Continuo a sostenere che dovremmo, tutti, superare questa impostazione e contrapposizione tra istituzioni e soprattutto tra componenti del sistema di protezione civile”. E poi propone: “Caro Prefetto Gabrielli, facciamo più feste della protezione civile nei Comuni italiani, in modo da coinvolgere di più i cittadini per una protezione civile finalmente partecipata. E' necessario uscire dal fortino della protezione civile ed aprirsi agli amministratori che stanno sul territorio e ai cittadini”. Ma non si ferma qui la lunga nota del Sindaco Boccali e dopo alcune precisazioni – tra le quali una orgogliosa I – essersi tolto qualche sassolino e posto quesiti di vago sapore retorico, continua: “Ho appreso che secondo Gabrielli il Sistema nazionale e regionale di Allerta funzionerebbe e che il problema è un altro e che lui si assumerebbe la responsabilità di eventuali procurati allarmi. Prendo atto di questa disponibilità del Prefetto, ma rispondo che non posso chiudere la mia città decine di volte all'anno solo perché non adeguiamo gli attuali strumenti di allerta come ci viene richiesto, tra l'altro, dal Ministero dell'Ambiente per adattarci tutti ai cambiamenti climatici”.

La replica – Non tarda ad arrivare la replica del Dipartimento della Protezione Civile, ad apparente chiusura della piccola, ma sostanziale – visto il tema, querelle: “Temiamo che il sindaco di Perugia e responsabile della protezione civile dell'Anci, Wladimiro Boccali, non abbia avuto modo di sentire l'intera audizione al Senato del Capo del Dipartimento, Franco Gabrielli, altrimenti non avrebbe inteso come parole di contrapposizione le dichiarazioni del Prefetto. Ancora oggi, Gabrielli non ha nascosto le difficoltà dei sindaci, front office nei confronti dei cittadini, che troppo spesso non hanno strumenti e risorse per dare risposte certe, anche in tema di protezione civile, alle proprie comunità”. Un modo diplomatico per nascondersi dietro al solito misunderstanding delle pubbliche dichiarazioni. La nota continua invocando una più “matura cultura di protezione civile” e risponde a Boccali: “Più che invitare qualcuno a uscire dal 'fortino della protezione civile', invitiamo tutti a entrarvi”. E conclude. “Dunque tutti insieme facciamo più piani efficaci e facciamoli conoscere alla gente”.

L'invito alla coesione – Interpellato sulla questione, il sindaco di Perugia, smorza immediatamente i toni della polemica. “Stimo molto il Prefetto Gabrielli, è una persona molto pragmatica” anche se, tra una complimento e un'esortazione, sottolinea che sarebbe bene guardare alle responsabilità di ciascuno, prima di guardare a quelle degli altri. L'invito però è ancora alla coesione e all'uso di un idioma comune e condiviso tra tutte le istituzioni nei confronti dei cittadini. “Dobbiamo collaborare e stimolare i comuni a fare meglio. La mia replica non voleva alzare i toni, ma solo puntualizzare alcuni concetti”.