Bloccato in Perù, prosegue la mobilitazione per il fotografo Riccardo Capecchi

Bloccato in Perù, prosegue la mobilitazione per il fotografo Riccardo Capecchi

Redazione

Bloccato in Perù, prosegue la mobilitazione per il fotografo Riccardo Capecchi

Dom, 21/02/2021 - 08:50

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Bloccato in Perù, prosegue la mobilitazione per il fotografo Riccardo Capecchi

Mobilitazione del Comitato "Verità per Riccardo" in vista della decisione del gip sulla controversa indagine sul traffico di droga

Prosegue la mobilitazione di familiari, amici, gente comune e delle Istituzioni per avere verità sulla vicenda giudiziaria di Riccardo Capecchi, il fotografo di Castiglione del Lago ancora bloccato in Perù, dopo l’arresto nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga.

Il Comitato “Verità su Riccardo”

Nei giorni scorsi è nato anche un comitato composto da amici e parenti di Riccardo Capecchi. Il comitato “Verità su Riccardo”, coordinato dal consigliere comunale castiglionese Paolo Brancaleoni, ha deciso di aprire un gruppo su Facebook che in pochi giorni ha raggiunto duemila membri ed è in continua crescita di adesioni, per coordinare al meglio le iniziative di supporto alla causa.

Sono coinvolti i consigli comunali di Castiglione del Lago e Magione che hanno inserito un ordine del giorno di sostegno per chiedere la massima attenzione e il pieno coinvolgimento, a tutti i livelli, delle autorità italiane, diplomatiche e di governo.

A Palazzo della Corgna, sede del municipio di Castiglione, è affisso un grande striscione con il volto di Riccardo Capecchi e con la scritta “Verità su Riccardo”. All’iniziativa nei giorni scorsi sono intervenuti Matteo Burico sindaco di Castiglione e Giacomo Chiodini sindaco di Magione che hanno portato ai genitori e al fratello il saluto delle rispettive comunità.

La vicenda giudiziaria

Tutta la storia è riassumibile in breve. Riccardo agli inizi del 2019 viene contattato da un imprenditore per realizzare un reportage fotografico in Perù. Ad aprile, poco prima della partenza, per risparmiare sul budget, gli viene chiesto di intestarsi uno dei quattro automezzi da utilizzare per il progetto, per questioni assicurative e anche per ridurre i costi degli autisti. Riccardo era tranquillo e felice di fare questa bella esperienza professionale: unico problema che aveva un automezzo a suo nome che avrebbe dovuto viaggiare insieme ai connazionali del gruppo. Il gruppo viene improvvisamente arrestato dalla polizia peruviana con l’accusa di traffico di stupefacenti ma, al momento dell’arresto, Riccardo non è con loro.

In un primo momento Riccardo era stato chiamato come testimone poi, dopo diversi giorni, arrestato e ingiustamente detenuto. Successivamente, vista l’inconsistenza degli indizi a suo carico, il fotografo umbro viene rilasciato ma a marzo del 2020, a causa dell’inizio della pandemia Covid-19, rimane bloccato in Perù. Nel frattempo il nuovo magistrato, che ha sostituito chi ha inizialmente condotto le indagini, ha purtroppo chiesto la revisione della decisione di proscioglimento per Riccardo.

A breve la decisione del giudice

A breve il giudice per le indagini preliminari si dovrà pronunciare se lasciarlo libero oppure rinviarlo a giudizio. Il comitato “Verità su Riccardo” chiede che sia lasciato libero e “che faccia subito rientro in Italia dalla sua famiglia e dalla sua fidanzata, dopo quasi due anni di forzata permanenza in Perù, un Paese lontano e con una giustizia molto diversa dalla nostra”.

La raccolta di firme e la petizione online

Il comitato ha fatto partire una raccolta firme in molti esercizi commerciali di Castiglione e di Magione e proprio da oggi una petizione online su “Change.org”.

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