Il black out elettrico di 45 minuti avvenuto il 17 gennaio scorso all’ospedale di Città di Castello, successivo all’interruzione dell’alimentazione in parte della città, è stato determinato dal brusco ritorno dell’energia nella rete di media tensione a servizio della struttura che, nello switch-off dei gruppi elettrogeni, ha danneggiato le batterie Ups. L’episodio non ha alcuna relazione con le condizioni di operatività e manutenzione del gruppo di continuità, il cui corretto funzionamento era stato regolarmente certificato dall’ente deputato e verificato nel corso delle prove svolte a cadenza semestrale dall’azienda. Il raggiungimento del fine vita tecnico delle batterie Ups, la cui sostituzione era stata già programmata per l’anno 2017 con un investimento di 300 mila euro, non è stato pertanto causa dell’interruzione dell’erogazione di energia elettrica
E’ quanto hanno chiarito il direttore medico del presidio ospedaliero Silvio Pasqui, il dirigente responsabile dell’Unità Operativa Attività Tecniche dell’Usl Umbria 1 Fabio Pagliaccia e il responsabile tecnico del presidio tifernate Maurizio Rapaioli, nell’audizione avvenuta nella seduta congiunta delle commissioni “Controllo e Garanzia” e “Servizi e Partecipazioni”, convocata nella residenza municipale alla presenza dell’assessore Massimo Massetti.
Il direttore di presidio Pasqui ha dato conto dell’“intervento tempestivo al momento del black out da parte del personale dell’ufficio tecnico, in una situazione obiettivamente difficile, e della brillante reazione del resto degli addetti in servizio all’ospedale” e ha ribadito come sia stata garantita la continuità assistenziale a tutti i pazienti, compresi quelli che si trovavano nelle aree critiche di terapia intensiva, emodialisi e sala operatoria.
I tecnici hanno dovuto effettuare tutte le verifiche del caso nella cabina delle batterie e hanno riavviato i gruppi elettrogeni fino al ripristino attorno alle ore 16.30 della normale alimentazione elettrica, una volta verificata la stabilità della rete ed effettuata una prova di distacco dell’erogazione energetica. Successivamente sono state avviate tutte le procedure per la sostituzione delle batterie, nel quadro di un più complessivo intervento di aggiornamento tecnologico dell’ospedale cui l’azienda ha dato seguito in considerazione dei 17 anni trascorsi dalla sua apertura
A ulteriore conferma del corretto funzionamento delle batterie il responsabile tecnico del presidio tifernate Rapaioli ha dato conto dell’esito positivo di tutte le simulazioni di black out effettuate a cadenza semestrale e ha ribadito che il danneggiamento dei dispositivi non abbia alcuna relazione con la loro mancata sostituzione.
Sui problemi delle infiltrazioni di acqua Pasqui e i responsabili tecnici dell’azienda hanno ricondotto le motivazioni dei ricorrenti episodi “all’estensione di circa tre ettari dell’ospedale e alle caratteristiche costruttive del complesso, con particolare riferimento alla copertura in piano e alla presenza di giunti dilatatori antisismici che permettono il movimento delle strutture ma che comportano anche la fessurazione più frequente della muratura quando ci sono sollecitazioni“. Le stesse criticità legate alle modalità realizzative originarie, imposte all’epoca dal taglio dei finanziamenti disponibili, sono state chiamate in causa anche a proposito del parcheggio. “Con l’intervento da un milione di euro che la Regione ha finanziato per tramite del Ministero andremo a intervenire sulla copertura e in parte sul parcheggio con lavori già in corso di progettazione”, ha spiegato Pagliaccia.