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Bevagna, Rifondazione Comunista ‘blinda’ il sindaco Polticchia

Il direttivo del circolo di Rifondazione Comunista ‘Oberdan Bruni’ di Bevagna si è riunito mercoledì scorso – 10 settembre – per discutere la questione del bilancio in relazione alle politiche fiscali nazionali, alla presenza del segretario regionale Luciano Della Vecchia, del segretario provinciale Enrico Flamini e del segretario bevanate Giuseppe Santagata.

Nel mese di maggio l’amministrazione comunale di Bevagna profilava un risanamento dei conti pubblici, riequilibrando i residui e garantendo un piano straordinario di investimenti, ma soprattutto stimando la Tasi intorno all’1 – si legge nella nota – tra l’altro uno dei pochi comuni a prospettarne un livello cosi basso, venendo persino indicato dagli uffici regionali come comune virtuoso. Nel frattempo però è sopraggiunta stangata del Governo nazionale, tagliando sulla spesa corrente per 450mila euro e mettendo cosi a rischio servizi, sociale e sovvenzioni alle associazioni, alcune delle quali trainanti per l’economia territoriale”.

Questo il quadro delineato da Rifondazione Comunista che sottolinea inoltre  “quanto sia errata la cieca attribuzione del debito comunale alla precedente gestione. Gli esercizi di bilancio, dal 2011 e quindi dal governo Monti, sono talmente mutati e diventati finanziariamente pesanti – sottolineano – che è impossibile un’analisi oggettiva ed inutile il conseguente scarico di responsabilità”.

Responsabilità quindi, da ricercarsi nelle politiche finanziarie a livello nazionale più che alla gestione prettamente comunale.

“Non è un mistero che questi ultimi tagli servano a riequilibrare i gettiti imposti dalla Banca Centrale Europea, dalle politiche di Fiscal Compact imposteci dall’Europa e soprattutto a coprire il bonus di 80 euro per i redditi sotto 1500 euro – rileva Rifondazione Comunista – da una parte 80 euro, per pochi tra l’altro, per agevolare e far ripartire l’economia, dall’altra un aumento delle imposte e l’annullamento quasi totale dei servizi. Questa è la politica economica del Governo Renzi, a ‘sostegno’ delle famiglie e dei lavoratori”.

Il circolo ‘Bruni’ torna poi a bomba sulle dinamiche cittadine.

“In questa situazione –  srcivono – riteniamo sbagliata la posizione del Partito Democratico di Bevagna, che addirittura auspica un commissariamento del Comune, probabilmente solo per poter avvantaggiare personalistici interessi, ma soprattutto intessendo i proclami sulle proprie bacheche di populismo berlusconiano all’ultimo grido, ed una povertà culturale che denota ormai il senso politico di un partito fuori dalle linee della sinistra, e preda solo di smanie di potere ad ogni livello istituzionale”.

Stoccata ai compagni di maggioranza che viene comunque argomentata dai rifondaroli.

“Il paventato commissariamento sortirebbe effetti a catena. A discapito di una ricercata e rinnovata pseudo verginità del Pd locale, che ricordiamo costretto dal voto popolare e dai suoi individualismi a dieci anni di opposizione, ci sarebbero gravi ripercussioni e rischi. Il Commissario costerebbe alle casse comunali lo stipendio di un funzionario statale di primo livello e quindi più del totale ammontare dei rimborsi degli amministratori – rileva il Prc – che tra l’altro se li sono già tagliati del 50%”. Rifondazione sottolinea inoltre che il Commissario “avrebbe si gli strumenti per chiudere il bilancio, ma si prospetterebbe uno smisurato aumento delle imposte, il taglio drastico di tutti i servizi non essenziali cioè praticamente tutti, dalle mense al trasporto compresi, nonchè di tutti i contributi alle associazioni”.

“Una politica che non guarderebbe in faccia a nessuno ma solo al risanamento tecnicistico dei conti – incalza Rifondazione Comunista – è giusto far sapere che ormai le amministrazioni comunali, svuotate da ogni capacità decisionale, sono diventate istituzioni di raccolta fondi per il Governo, esattori di tasse che ci mettono la faccia nei confronti dei cittadini, salvando quella dei politici e funzionari di Governo, sempre meno attenti alla gente”.

“Ma il nodo centrale dei proclami del Pd locale riguarda senza l’arresto incondizionato dell’approvazione del piano regolatore e della conseguente locazione del polo scolastico. L’attendismo e le titubanze reiterate del Partito Democratico di questi ultimi tre anni e adesso il paventato commissariamento del comune – attacca il Prc – servono solo a quello, a fermare definitivamente l’idea di un territorio conservato e mantenuto nel rispetto dell’uomo, dell’ambiente e del paesaggio. Noi crediamo invece che quest’amministrazione debba continuare con il suo progetto“.

“Le esigenze primarie e improrogabili sono quelle di chiudere il bilancio cercando il mantenimento dei servizi essenziali e garantendo le sovvenzioni alle associazioni fondamentali per l’economia del territorio,  e di portare a termine il definitivo piano strutturale del piano regolatore. Sarà per questo necessario – si legge nella nota – organizzare assemblee e dibattiti partecipativi per delinearne il prima possibile le linee guida”.

Esprimiamo al nostro vice sindaco e assessore all’Urbanistica Mirco Ronci estrema soddisfazione per l’approvazione in Consiglio Comunale del documento programmatico del piano regolatore generale, primo passo verso la definizione di territorio che Rifondazione Comunista, con i propri amministratori sta portando avanti con coraggio e lungimiranza. Il Partito di Rifondazione Comunista, protagonista della vittoria di questa amministrazione – prosegue – inizierà a breve un percorso di assemblee con lo scopo di informare la popolazione sulle proprie posizioni riguardanti bilancio, piano regolatore, polo scolastico e le politiche inerenti l’economia comunale per frenare le idee di sviluppo cementizio”.