(Aggiornamento 13.43) Concluse le operazioni di voto alla Camera dei Deputati, questo l'esito: presenti 627, votanti 625, astenuti 2. Favorevoli alla sfiducia 311, contrari 314. Con i decisivi voti di Scilipoti, Calearo e Cesario che hanno all'ultimo momento deciso di sostenere l'esecutivo, il governo Berlusconi passa l'esame della fiducia anche a Montecitorio.
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(Aggiornamento 13.10) E' rissa. Sospesa per circa 2 minuti la seduta della Camera. Dopo il voto della deputata finiana Katia Polidori (una degli indecisi) che ha optato per la fiducia, si è levato un grido di esultanza da parte degli esponenti di Lega e Pdl, alcuni dei quali sembrerebbero essere venuti alle mani con dei colleghi futuristi. Inoltre, un altro degli indecisi, Silvano Moffa, che non aveva risposto alla prima chiama, ha annunciato l'intenzione di votare la sfiducia, mentre Scilipoti non ha risposto alla chiama.
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(Aggiornamento 12,15) Dichiarazioni personali dell'On. Guzzanti (Liberali) e dell'On. Siliquini (Fli). Guzzanti conferma l'intenzione della prima ora ovvero quella di votare la sfiducia, mentre la Siliquini in bilico fino all'ultimo decide di votare la fiducia al Governo, tra l'esultanza dei deputati del Pdl. Un voto pesante in tutti i sensi. Arrivate anche le Onorevoli in gravidanza. La Buongiorno entra in carrozzina. Iniziata anche la chiama per il voto fianale alla Camera
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(Aggiornamento 12.08) Bersani (PD) “Qualunque esito avrà il voto di oggi, per voi sarà una sconfitta. Un voto in più dopo averne avuti 100 può essere solo una vittoria di Pirro. Il giorno dopo sarebbe come quello prima. Signor presidente del Consiglio, lei non è più in grado di garantire la stabilità del suo governo. Il voto che cerca non è per governare, lei sta cercando un'instabilità pilotata, per cercare una rivincita alla sua sconfitta politica. E' la povera gente che è moderata in questo paese, la gente comune che vive con 1000 euro al mese, non lei Presidente Berlusconi. Questa giornata passerà ma noi non possiamo non vedere i bagliori di un tramonto, non solo quello di un governo, ma di un'idea illusoria, quella che delegare tutto in mano ad una persona possa risolvere i problemi. Il Berlusconismo ha spaccato in 2 l'Italia”. L'ultima dichiarazione di voto è affidata al capogruppo del PDL, l'On. Fabrizio Cicchitto “Diciamo ad alta voce fortuna che esista Berlusconi, anzi, se Berlusconi non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Il ciclo di Berlusconi non è affatto concluso. Onorevoli Fini e Casini, oggi chi rompe il centro-destra commette un gravissimo errore politico, perché rischia di rimettere in gioco questa sinistra, che è la peggiore in Europa. Non possiamo arrenderci all'arroganza della sinistra. Mi rivolgo con affetto agli amici di Fli dicendo che, votando la sfiducia, correreste il rischio di diventare un'appendice subalterna della sinistra. Vorrei fare un riferimento all'onorevole di Pietro, laureato semi-analfabeta e prova evidente della crisi dell'università italiana. Infine, concludo sottolineando l'anomalia politica di un presidente della camera militante, che ignora la terzietà del suo ruolo e usa politicamente la sua carica istituzionale tentando di modificare l'assetto politico del parlamento”. Con la dichiarazione di Cicchitto terminano le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari.
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(Aggiornamento 11.46) Bocchino (FLI) “Da quando faccio politica il mio leader è sempre stato Gianfranco Fini. Se cerca dei veri traditori si guardi intorno. Ha minacciato di escluderci dal centro-destra, ma il centro-destra non è un marchio della holding Mediaset o Mondadori, non può darci lezioni sulla nostra collocazione politica. Quando noi eravamo in piazza contro il comunismo lei costruiva palazzi. Abbiamo l'impressione che lai voglia garantire la stabilità del suo ruolo mettendo ancora più in crisi il paese, portandolo a inutili elezioni anticipate”. Bocchino ha difficoltà a proseguire il suo intervento per i fischi e gli insulti che gli piovono dai banchi della maggioranza. “Non vogliamo un centro-destra che ogni giorno attacchi qualche nuovo nemico, che insulti la corte costituzionale, che racconti barzellette con bestemmie, che se la prenda con i gay. Vogliamo un centro-destra che lavori per la legalità, cosa che lei non può fare a causa della battaglia che ha intrapreso con la magistratura italiana. Per noi l'unico vero eroe della lotta per la legalità e Borsellino. Per tutte queste ragioni noi voteremo la sfiducia al suo governo. L'On. Reguzzoni (Lega Nord) prende la parola e ricorda che il Senato ha confermato la fiducia al governo con 162 voti favorevoli. “Onorevole Bocchino, il tono del suo discorso non è degno di un eletto di questo parlamento. Noi della lega siamo qui grazie alla nostra coerenza e al nostro lavoro dal basso. In una crisi economica come quella attuale il governo ha ben lavorato. A questo punto il federalismo fiscale è la priorità di questo governo, che non può smettere di lavorare adesso. Per dare concretezza al federalismo e alle riforme la Lega ha scelto di allearsi con Berlusconi. Signor Presidente, in un mondo in cui tutti cambiano idea lei mantiene la sua coerenza, e di questo le siamo grati. La Lega vuole portare fatti concreti, non parole al vento, per questo diciamo no alla sfiducia. Non buttiamo a mare la legislatura, diamo al paese le risposte di cui ha bisogno”.
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(Aggiornamento 11.24) Fischi e mormorii non appena viene concessa la parola all'On. Antonio Di Pietro (IDV). Il Presidente del Consiglio lascia l'aula in segno di protesta. Di Pietro lo incalza “Finalmente oggi finisce il suo Governo di cartapesta, ‘fuggiasco' Berlusconi. Quello che noi dell'IDV diciamo da anni finalmente lo dicono anche altri, compreso Fini, che ringrazio. Presidente Berlusconi, anzi, fuggitivo Berlusconi, ieri si ‘sbrodolava nei suoi calzoni' dicendo di essere il leader più amato, ma deve sapere che noi italiani ci vergogniamo di lei, soprattutto quando va all'estero. Quando lei va all'estero fa vergognare tutta l'Italia. Lei, signor Presidente del Consiglio, ha ridotto le condizioni di agibilità democratica di questo parlamento e di questo paese. Chiedendo la fiducia, ieri lei ha parlato di un paese che non esiste, che sta solo nei suoi sogni. Ha parlato di 100 miliardi di euro, che non si sa dove siano. Fuori di qui ci sono i superstiti dell'Aquila, terremotati 2 volte, prima dal sisma e poi dalle sue frottole. Prima se ne va, meglio è per il paese”. L'On. Casini, prossimo designato a parlare, dichiara di non volerlo fare finché il Presidente del Consiglio non sia di nuovo in aula. Il Presidente della Camera Fini invita a rientrare in aula Berlusconi e chi si era allontanato con lui. Inizia il suo intervento l'On. Casini (Unione di Centro) “Non ho capito a cosa serve la corsa al voto che state facendo, cari colleghi. Come correttamente ha detto Bossi, non si può governare con un voto in più. Onorevole Berlusconi, la richiesta di dimissioni prima del voto, che le rinnoviamo, non sarebbero per lei una resa, ma la consapevolezza che al paese occorre cambiare passo. Lei non può far finta di non vedere la realtà. Nel 94 scese in campo contro la sinistra, oggi c'è un'opposizione di moderati di oltre 80 parlamentari. Lei non ha più l'esclusiva sui moderati, 2 anni fa sul predellino l'ha persa nei confronti del mio partito, 3 mesi fa l'ha persa anche nei confronti di Fini. Mi auguro, signor Presidente, che lei voglia fermare la sua corsa verso l'ignoto. Infine, onorevole Berlusconi, in merito ad alcune agenzie che tirano in ballo la posizione della chiesa nei confronti del mio partito, evitiamo di strumentalizzare la chiesa nelle nostre beghe politiche”.
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(Aggiornamento 11.09) Conlcusa la conta dei voti al Senato: presenti 308, voti favorevoli 162, contrari 135, assenti 11, il Senato approva la fiducia.
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(Aggiornamento 10.57) Sono iniziati gli interventi di dichiarazioni di voto alla Camera. On. Tabacci (Gruppo Misto, API) “Sfiducia è atto doveroso signor Presidente del Consiglio. Lei non è un vero moderato, la cultura moderata unisce un paese, lei invece lo sta dividendo. Si sta comprendendo come l'illusione berlusconiana sia un incubo, tra presunti interessi pubblici e certi interessi personali. Mi viene naturale pensare che i suoi interessi siano esclusivamente quelli monetari, quelli di una politica senza principi. Ciò che la aspetta è una mesta uscita di scena”. La sfiducia è confermata anche dall'Mpa, che a Montecitorio conta 5 parlamentari.
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(Aggiornamento 10.36) Sen. Poli Bortone (PDL) “Non credo, signor Presidente del Consiglio, che il suo piano per il sud sia veramente ricco di contenuti, e mi dispiace per il suo poco impegno verso il meridione, al quale io mi dedico da 2 anni, da quando a nessuno sembrava importare nulla. Non mi piace che ci sia un Governo che debba chiedere continuamente la fiducia al parlamento. Non credo che lei si sia addormentato ieri durante il mio discorso. Non mi iscrivo ne ai pro ne ai contro, ma credo che lei abbia il dovere di essere responsabile fino in fondo e credo che ne abbia anche le capacità. Per questo, come i colleghi delle autonomie, mi asterrò dal voto”. Nel frattempo è stata effettuata la chiama per il voto di fiducia al Senato. A breve inizieranno gli interventi di dichiarazione di voto alla Camera dei Deputati.
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(Aggiornamento 10.26) Sen. Gasparri (PDL) “Ci si dimentica che l’unica legittimazione a governare è quella popolare. Abbiamo mantenuto la promesse fatte in campagna elettorale. Il Governo Berlusconi ha combattuto con forza le cosche e inasprito il 41 bis, quando risulta che il carcere duro fu abolito anni fa per centinaia di detenuti da goverbi di sinistra.
Abbiamo garantito con trasparenza gli interessi dell’Italia. Dal 2008 al 2010 il Governo Berlusconi ha abbinato alla fiducia parlamentare anche quella popolare, vincendo elezioni provinciali, regionali e comunali. Ai colleghi di Fli chiedo di astenersi, ribadendo che siamo disponibili ad ampliare l’area della maggioranza per rafforzare questo governo. Cerchiamo di ripartire insieme, le dimissioni metterebbero in discussione tutto ciò che di buono abbiamo fatto insieme per il paese”.
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(Aggiornamento 10.12) –Sen. Finocchiaro (PD) “Niente sarà più come prima, quale che sia l'esito del voto di oggi. Lei si è creduto più forte di quanto in realtà non fosse. A questo proposito si ricordi che gli elettori della lega hanno messo una croce sul simbolo col nome di Bossi non col suo. Lei ha messo in pericolo il suo governo e in grave difficoltà l'Italia. Proclamando ‘o me o nessuno', ha impedito ai suoi dirigenti politici di intervenire. Noi, primo partito d'opposizione, abbiamo un solo dovere, quello di mettere la nostra responsabilità al servizio del paese, con un governo che scelga una nuova legge elettorale e di stabilità. Negheremo la fiducia al suo governo e la invitiamo, per il bene dell'Italia, a dimettersi”.
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Oggi il giorno della verità per il governo Berlusconi. Una giornata campale che è iniziata puntualmente alle 9 con il dibattito al Senato. Tuttoggi seguirà tutti gli interventi previsti per le due Camere, con aggiornamenti costanti sino al voto più atteso, quello della Camera dei Deputati dove al momento la conta è appesa ad un filo.
Ha da poco concluso il suo intervento il Senatore Belisario dell'Italia dei Valori. Belisario ha dato della “faccia di bronzo” a Berlusconi, reo di essersi ripresentato a chiedere la fiducia in senato dopo solo 2 mesi. Ha inoltre sottolineato la necessità delle dimissioni del Presidente del Consiglio, che dovrebbe finalmente ammettere il suo fallimento politico.