Categorie: Cronaca Perugia

Bando dei Monopoli riservato ai profughi, ecco la verità

A spiegare tutto è l’articolo 1 della legge 26 dicembre 1981, n. 763 che identifica lo status di profugo. All’Art 1 si legge:

 Gli interventi previsti dalle presenti norme si applicano ai cittadini italiani ed al loro familiari a carico, in possesso della qualifica di profugo, che appartengono alle seguenti categorie:
1) profughi dalla Libia, dall’Eritrea, dall’Etiopia e dalla Somalia;
2) profughi dai territori sui quali e’ cessata la sovranità dello Stato italiano;
3) profughi dai territori esteri in seguito agli eventi bellici;
4) profughi da territori esteri in seguito a situazioni di carattere generale che hanno determinato lo stato di necessita’ al rimpatrio, equiparati a tutti gli effetti ai profughi di cui ai punti 1), 2) e 3);
5)  figli di profughi, nati nei territori di provenienza dopo la data indicata nel successivo articolo 2  , o nati in Italia entro trecento giorni dalla partenza definitiva della madre dal Paese di provenienza purché profugo sia il genitore esercente la patria potestà.

La notizia di un bando per tabaccheria del Mopolio di stato “riservato ai profughi”, che aveva molto fatto discutere, come scritto da TO, fa riferimento ad una precisa norma di legge. Il profugo come identificato dal bando è l’italiano che risiedeva nelle colonie, non è rivolto quindi a stranieri. Chissà se rientreranno anche le dichiarazioni di qualche politico locale che già ieri annunciava “battaglia ai Monopoli”.

Il bando serve per individuare una figura idonea a fare da gerente provvisorio dell’esercizio che dovrà essere aperto necessariamente tra piazza Simoncini e l’incrocio tra via Consolini e via della Libertà e comunque a non meno di 300 metri dal tabaccaio più vicino. Ma se la concorrenza viene rispettata tra tabaccai, sembra mancare completamente una parità di trattamento per chi non è mai stato costretto ad abbandonare il proprio paese. Una chance, anche se non in via preferenziale viene però data agli invalidi di guerra, orfani di guerra, vedove di guerra e categorie equiparate per legge e a chi è decorato al valor militare, altri profughi, mutilati ed invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 40% e vedove di caduti sul lavoro. Ma si badi bene: “Le persone appartenenti alla categoria a (profughi già tabaccai) sono preferite a quelle appartenenti alla categoria b (invalidi di guerra). Entrambe sono preferite a quelle appartenenti alla categoria c (decorati al valore)”.

In conclusione un bando che si presta ad interpretazione e conseguenti speculazioni, con vincoli burocratici che mostrano tutta la loro inadeguatezza in un mondo che è già oltre simili “delizie”.

Riproduzione riservata