Scoppia la polemica a Città di Castello per la bandiera palestinese apparsa nei giorni scorsi sulla loggia del palazzo comunale in Corso Cavour, che collega i vari uffici del Municipio a quelli del sindaco.
A sollevare la questione è stato Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica), che ne ha chiesto la rimozione immediata, definendone l’esposizione “illegale”.
Secondo il consigliere comunale, infatti, il Decreto n.121 del 7 aprile 2000 stabilisce regole rigide sull’esposizione di bandiere straniere presso sedi istituzionali: “E’ consentita – ha riferito – solo in occasione di convegni, incontri o manifestazioni ufficiali con rappresentanti di Stati esteri o soggetti di diritto internazionale“. La presenza della bandiera palestinese, dunque, violerebbe la normativa.
Lignani ha perciò invitato la Polizia locale a intervenire, valutando anche una possibile sanzione, sottolineando che “gli uffici pubblici devono mantenere neutralità” e che “la tragedia palestinese non può diventare terreno di scontro politico”.
Di tutt’altro avviso il gruppo La Sinistra per Castello, che ha replicato definendo “sproporzionata” la richiesta di rimozione. “La solidarietà con un popolo sotto occupazione e bombardamento non è un reato – hanno dichiarato dalla sede – Esporre la bandiera palestinese non significa fare politica estera, ma affermare un principio di pace, giustizia e autodeterminazione dei popoli”.
Il gruppo ha aggiunto poi che “la legalità non è solo rispetto formale delle regole, ma anche giustizia ed equità. Togliere quella bandiera sarebbe un atto di conformismo che cancella la voce dei più deboli”.