“Se destra e sinistra in Regione votano una delibera in cui si impegnano a realizzar in 5 anni il nuovo ospedale di Terni sono pronto a dimettermi, libererò i cittadini ternani dalla mia presenza”. Stefano Bandecchi sfida così maggioranza e opposizione in Consiglio regionale, ma anche le forze politiche ternane, di destra e di sinistra, che “non parlano” con gli esponenti del suo partito.
Bandecchi indica una road map per arrivare al nuovo ospedale di Terni. Indicare l’ubicazione del nosocomio entro il 15 dicembre 2025. Per arrivare a porre la prima pietra entro il 30 luglio 2026.
Il sindaco di Terni si dice anche disposto a pagare il progetto, “se lo fanno fare a me” o affidandolo aduna società che potrà farlo al costo di solo un paio di milioni.
Bandecchi con una mossa a sorpresa, dopo un Consiglio aperto “fumoso”, rovescia il tavolo politico a modo suo e ributta la palla nel campo avversario. Anzi, nei suoi due campi avversari, a destra e a sinistra. Sfidandoli: assumete “all’unanimità” un impegno concreto e veloce per l’ospedale di Terni ed io mi dimetto. Per poi ripresentarsi alle elezioni.
Una scelta che deve avvenire in tempi rapidissimi. Tempi nei quali sciogliere i tanti nodi sul nuovo ospedale, a cominciare dall’ubicazione. Ma soprattutto, deve convincere destra e sinistra a un accordo per “liberarsi” di quel Bandecchi che a sinistra hanno provato a usare a Terni per battere la destra e a destra hanno provato ad usare alle regionali per battere la sinistra. In entrambi i casi, senza successo.