Terni

Bandecchi Day, il rituale-irrituale e l’incompatibilità | Minoranze ‘pensano’ al Prefetto

‘Una giornata particolare’, nulla a che vedere con il capolavoro di Ettore Scola, quella di ieri 19 giugno, per il consiglio comunale di Terni che ha visto protagonista il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi e la nuova giunta firmata Alternativa Popolare. Nel giorno del giuramento, ci sono volute circa 9 ore di dibattito per superare lo scoglio del presunto conflitto di interesse di Stefano Bandecchi e della sua eventuale incompatibilità: alla fine, con 21 voti favorevoli, è stata votata la delibera di convalida, ma la questione potrebbe non finire qui, perché molti consiglieri, soprattutto di FdI e Pd non sono convinti che si stia operando nella legittimità del Tuel e non è escluso che, nei prossimi giorni, si possa ricorrere anche al Tribunale per avere conferme in tal senso, come sottolineato dal consiglieri di FdI, Cinzia Frabrizi (ex assessore alla Scuola della giunta Latini). Un rituale-irrituale quello della prima seduta del consiglio comunale dell’era Bandecchi, con molte ‘divagazioni’ rispetto al regolamento e una conduzione più orientata al buon senso che al rigido rispetto delle norme. Il presidente pro-tempore, Marco Celestino Cecconi, ha cercato di condurre l’assemblea in modo equo, riuscendo a tenere a bada l’entusiasmo dei neoeletti, consapevole della novità della situazione che non deve però costituire una nuova regola.

La relazione tecnica del segretario generale Noemi Spagna Musso, ecco perché ci sarebbe incompatibilità. Stadio Liberati

Per evitare il presunto conflitto di interessi indicato nella relazione tecnica del segretario generale Spagna Musso, il sindaco Bandecchi, nella sera prima del consiglio, 18 giugno, si era dimesso da presidente del Cda di Unicusano e dalla carica di presidente della Ternana, facendo decadere, a suo opinione, i presupposti di un’eventuale incompatibilità. Nella relazione si legge:

E ancora:

Infine:

Progetto Stadio clinica, Bandecchi “Lo stadio lo faccio a Narni, la clinica a Perugia”

Profili di incompatibilità sono stati trovati anche per quanto riguarda il progetto stadio-clinica, ma il sindaco Bandecchi ha annunciato, nell’ambito del dibattito in aula di ieri, che il progetto non andrà avanti, che il nuovo stadio lo farà a Narni e la clinica a Perugia. Comunque ecco cosa osserva il segretario generale:

C’è poi una terza parte che riguarda il centro sportivo Ternanello che Bandecchi avrebbe voluto a Villa Palma, situazione ormai superata dopo l’acquisizione di Unicusano dei terreni dell’ex Spea di Narni, area dove sorgerà il nuovo centro sportivo.

Qui la relazione completa del segretario generale, Noemi Spagna Musso.

La contro-relazione del vicesindaco Riccardo Corridore. Perché non c’è incompatibilità

A questa relazione ha risposto in consiglio il vicesindaco Riccardo Corridore, cercando di ribattere punto per punto alle osservazioni del segretario generale. Partiamo dal progetto stadio-clinica:

Bandecchi patron della Ternana Calcio:

Di seguito la relazione integrale scaricabile.

Parte1Parte 2

Minoranze sul piede di guerra, in vista ricorso al Prefetto. Gli scenari

Nonostante il voto della delibera sulla convalida degli eletti, i consiglieri di minoranza non abbandonano il ‘caso’ e, probabilmente, nei prossimi giorni potrebbe essere formalizzata una richiesta di intervento al Prefetto, ai sensi dell’art. 70 del Tuel punto 1, che recita: “La decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale può essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile”. Vista la risonanza mediatica del ‘caso’ non si esclude che il Prefetto possa muoversi in autonomia, così come previsto dal punto 2 dello stesso articolo: “L’azione può essere promossa anche dal prefetto”. Qualora si dovessero verificare una delle due circostanze e il Prefetto dovesse accogliere un’istanza (o agire in autonomia) ci sarebbe l’intervento del Ministero dell’Interno. In caso si riscontri un’effettiva incompatibilità, il Ministero comunicherebbe al segretario generale le motivazioni e si tornerebbe in consiglio per prendere atto l’incompatibilità, circostanza alla quale seguirebbero poi 3 gradi di giudizio. Insomma, un caos.

La posizioni della minoranza riassunte nell’intervento di Francesco Filipponi, capogruppo del Pd

Secondo il capogruppo del Pd, Francesco Filipponi (posizione condivisa da molti altri consiglieri di minoranza, tra i quali Orlando Masselli, il candidato sindaco del centrodestra che ha perso al ballottaggio), le dimissioni di Bandecchi dal suo doppio ruolo non sposterebbero il problema, così come per il segretario Noemi Spagna Musso, che in virtù della nuova situazione non ha cambiato una virgola della sua relazione. Vediamo perché secondo Filipponi le dimissioni di Bandecchi non sono una garanzia: “L’art. 63 richiamato dal segretario generale fa riferimento, oltre alla carica di amministratore, anche alla titolarità delle quote societarie: faccio riferimento alla Società delle Scienze Umane di cui il sindaco è amministratore e, ancora più a ritroso, alla società Ping Pong di cui Bandecchi è amministratore e proprietario al 100%”. Cosa c’entrano queste società? Lo spiega Filipponi: “La Società delle Scienze Umane (controllata in parte dalla società Ping Pong) ha nell’oggetto sociale la gestione delle università telematica, in particolare quella della Niccolò Cusano”. Di fatto, dunque, secondo la minoranza, la questione dell’incompatibilità continuerebbe a sussistere.