Banca dati Dna, le 'mappe del crimine' | Come indagano i Carabinieri - Tuttoggi.info

Banca dati Dna, le ‘mappe del crimine’ | Come indagano i Carabinieri

Redazione

Banca dati Dna, le ‘mappe del crimine’ | Come indagano i Carabinieri

Indagini tra impronte e profili genetici | La visita del Prefetto di Perugia Cannizzaro ai Carabinieri
Mer, 10/08/2016 - 18:47

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Una Banca Dati Nazionale del DNA per la raccolta e la catalogazione dei profili genetici delle persone arrestate o già detenute: si avvalgono anche di questo i Carabinieri di Perugia per le loro indagini, usando anche i dati inseriti nel Laboratorio Centrale per la tipizzazione dei profili genetici e la conservazione dei campioni biologici prelevati. Il Prefetto del capoluogo umbro, Raffaele Cannizzaro, ha avuto modo di conoscere approfonditamente il meccanismo della banca dati durante la sua visita nella sede del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia. Qualche ora prima si era recato dal Comando Legione Carabinieri Umbria, incontrando il Generale Francesco Benedetto e il suo staff, occasione questa molto utile per fare un punto di situazione sulle problematiche presenti nella Regione.

L’alimentazione della Banca Dati viene effettuata anche da parte dei laboratori delle Forze di Polizia, nel rispetto di specifiche cautele e seguendo modalità tecniche certificate, nei confronti di soggetti ai quali sia applicata la misura della custodia cautelare in carcere o quella degli arresti domiciliari; di persone arrestate in flagranza di reato o sottoposti a fermo di indiziato di delitto (dopo la convalida da parte del giudice); di detenuti, internati o sottoposti a una misura alternativa alla detenzione, solo a seguito di sentenza irrevocabile, per un delitto non colposo; di coloro ai quali sia applicata, in via provvisoria o definitiva, una misura di sicurezza detentiva.
La banca dati consentirà, peraltro, di identificare, nel tempo, cadaveri sconosciuti o rintracciare, dopo lunghi periodi, persone scomparse. Il personale tecnico-scientifico, nelle indagini e dopo aver acquisito il campione biologico da un soggetto, lavora avvalendosi anche delle tradizionali operazioni di foto-segnalamento mediante A.F.I.S. (Automatic Fingerprint Identification System), che rimane lo strumento primario utilizzato per identificare il soggetto da sottoporre a prelievo.

Durante la visita, il Prefetto è stato accolto dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Cosimo Fiore, il quale ha voluto che per l’occasione fossero presenti tutti i suoi ufficiali collaboratori: il Capo Ufficio Comando della sede, i comandanti del Reparto Operativo, del Nucleo Investigativo, del Nucleo Informativo, delle Compagnie Carabinieri di Perugia, Assisi, Città delle Pieve, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Spoleto e Todi.

Il Colonnello Fiore ha ringraziato il rappresentante del governo nel territorio perugino per la sua efficace e incisiva opera di indirizzo e coordinamento a favore delle Forze di Polizia per la pubblica sicurezza, esercitata da parte del Prefetto nei diversi settori di competenza e nell’intera provincia. Il Comandante Provinciale ha quindi illustrato l’articolazione del Comando Provinciale che, con i suoi circa 900 carabinieri, opera sul territorio attraverso 59 Stazioni, 8 Compagnie, una Tenenza, quella di Norcia, un Nucleo Investigativo e un Nucleo Informativo, una Centrale Operativa, comandi che rendono il dispositivo di prevenzione e repressione estremamente capillare e in grado di fronteggiare qualsiasi emergenza in tempi ragionevoli.

Il Colonnello Fiore ha evidenziato al Prefetto i risultati conseguiti nei diversi settori che hanno determinato un importante miglioramento delle condizioni della sicurezza pubblica nell’area perugina, con una complessiva e significativa riduzione dei reati e un’aumentata percezione di sicurezza da parte della collettività.

Si è infine fatto un breve cenno sul dispositivo di sicurezza, vigilanza e prevenzione antiterrorismo a tutela degli obiettivi sensibili e dei siti giubilari. La visita è proseguita presso i locali della Centrale Operativa, cuore nevralgico del comando di via Giovanni Ruggia, dove è attestato il servizio delle chiamate al 112 – individuato quale numero comunitario per la gestione delle emergenze – che consente di localizzare su mappa cartografica le chiamate provenienti dai cittadini bisognosi di soccorso e di poter quindi indirizzare tutti gli interventi di qualsiasi natura e tipologia, compreso quello offerto dai reparti dell’organizzazione speciale dell’Arma dei Carabinieri per la tutela della salute, del lavoro, dell’ambiente, del patrimonio culturale e delle risorse agro-alimentari: tutte strutture di eccellenza che garantiscono un valore aggiunto in termini di esperienza e professionalità.

Il Prefetto ha anche visitato la Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS) – organo tecnico scientifico specializzato nell’attività di sopralluogo sulla scena del crimine, oltre il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti (LASS), che costituisce l’unico luogo deputato ad effettuare le analisi sulle sostanze stupefacenti sequestrate. Al riguardo, grande interesse ha suscitato il funzionamento dei gascromatografi che permettono di effettuare, con assoluta precisione, l’analisi qualitativa e quantitativa delle sostanze rinvenute e sottoposte a sequestro. Tale laboratorio, unico nella Regione Umbria, opera a favore di tutte le Forze di Polizia.

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