Nonostante i toni trionfalistici che da tempo riempiono le pagine dei quotidiani locali con l'annuncio della nascita dell'Azienda Unica Dei Trasporti o meglio Umbria TPL e Mobilità, non si è ancora raggiunta una condivisione neanche sul concetto stesso di Azienda Unica Regionale.
Secca la dichiarazione dei rappresentanti sindacali di UGL – Trasporti, che lanciano alla Regione e alle Direzioni di APM- SSIT e ATC un duro avvertimento, annunciando che “l'Azienda Unica è tutt'altra cosa !”.
Noi chiediamo che vi sia una chiara e netta separazione tra la programmazione e la gestione del servizio – afferma in una nota il segretario Confederale UGL Enzo Gaudiosi- per cui ben venga una Holding che provveda ad una programmazione del servizio offerto ai cittadini su scala regionale, non più basata sui rigidi confini provinciali ma su aree omogenee, ma la gestione deve rimanere in capo alle singole aziende”.
Il sindacato non si oppone alla semplificazione del sistema trasportistico umbro: una holding che fa programmazione sull'intera regione di fatto riduce le aziende a semplici presidi gestionali, quindi privi di sovrastrutture come i Consigli di Amministrazione. Ciò però è diverso dal concentrare tutto in un'unica struttura, desertificando il territorio, e “palesando una cultura che sa più di colonizzazione che di unificazione”.
La corsa in atto in questi mesi da parte dei politici è la palese dimostrazione che l'Azienda Unica dei trasporti, più che un mezzo maggiore efficienza del sistema trasportistico, è uno strumento di potere politico che nasce con la finalità di dirottare risorse economiche dal trasporto su gomma per coprire buchi di bilancio provocati da scelte dissennate come il Minimetrò.
Si parla sempre dei debiti contratti dalle aziende ex municipalizzate ma si omette di dire che i lavoratori, ormai da anni, hanno contribuito in maniera decisiva al risanamento delle stesse accettando contratti di lavoro nelle società di service dove a fronte di un maggior lavoro, in maniera assurda, corrispondeva un minor stipendio.
Quindi i debiti hanno altre origini; basti pensare, ad esempio, all'acquisto di parcheggio palesemente fallimentare per offrire a qualche amministratore un soccorso politico, o all'acquisto di mezzi inidonei alle caratteristiche planimetriche del territorio in cui avrebbero dovuto operare.
“Già dai primi approcci – afferma il segretario Confederale UGL Gaudiosi Enzo – è risultato evidente che la costituenda Azienda Unica si pone al confronto con le parti sociali con l'atteggiamento arrogante di un potere politico e non con la volontà di ascoltare la voce dei lavoratori. Ma i rappresentanti della UGL dicono NO a monarchie assolute”.
E' indispensabile separare la programmazione dalla gestione, dando peraltro attuazione all'attuale Piano Regionale dei Trasporti che è un atto di indirizzo regionale che ha validità dal 2004 al 2013 e di conseguenza si trova nel pieno della sua vigenza.
Va ricordato che tale Piano Regionale dei Trasporti è scaturito da un lungo e faticoso percorso sindacale ed istituzionale per cui non può essere annullato con un semplice atto di volontà da parte di chi non ne vuole più accettare i dettami, ma va mantenuto fino alla naturale scadenza.
Una Holding in cui non tutti i territori sono rappresentati con pari dignità, generando così cittadini di serie A e di serie B, e un'Azienda Unica che guarda al mondo del trasporto pubblico su gomma non come ad un servizio sociale in dispensabile, ma solo come ad una voce del bilancio regionale e ad un trampolino politico, non interessano la UGL che metterà in campo tutte le sue forze per salvaguardare i diritti dei cittadini alla mobilità e quelli dei lavoratori.