di Ulderico Sbarra e Ubaldo Pascolini (*)
Abbiamo visto in questi giorni attraverso i quotidiani, snocciolare i dati economici, attribuiti a liberi professionisti, attraverso milioni di consulenze.
Da tempo abbiamo invitato le istituzioni regionali a processi di razionalizzazione e tagli agli sprechi, al fine di investire tali risparmi al miglioramento della macchina pubblica verso servizi efficienti ed efficaci, verso processi di riqualificazione dei professionisti che quotidianamente operano all'interno della pubblica amministrazione.
Vedendo elargire queste risorse a consulenti esterni, viene spontaneo constatare che l'Amministrazione Regionale va nella direzione opposta, e cioè quella di continuare a mantenere clientele politiche a scapito di processi lavorativi interni che possano garantire la qualità amministrativa necessaria ad un serio progetto industriale pubblico.
Sollecitiamo proposte ed incontri al fine di esaminare progetti di riforme endoregionali che devono ridurre e semplificare e razionalizzare la pubblica amministrazione umbra, con il federalismo fiscale che avanza, rischia di determinare condizioni ancora più gravi nel mantenimento del livello occupazionale di questa regione.
Constatiamo che nei fatti l'unica Regione che ha già applicato normative restrittive in termini di distribuzione di risorse per la produttività dei dipendenti regionali è quella Umbra, che in maniera impropria ed arbitraria ha accantonato dal fondo produttività anno 2009 circa 541 mila euro, ed a tutt'oggi non si intravede una concreta volontà di liquidazione di tali somme, rinnoviamo all'Amministrazione la richiesta di un urgente incontro per definire la controversia.
Nel contempo vediamo l'attribuzione di somme a consulenze esterne, ricordiamo che anche all'interno della Regione Umbria ci sono diversi contratti di lavoro precario che sono in attesa di un processo di stabilizzazione, non sarebbe meglio investire risorse economiche per dare sicurezza lavorativa a giovani precari, che da tempo garantiscono il mantenimento dei servizi essenziali con elevato livello professionale.
La Legge 122/2010, prevede che a partire dal 2011 le Pubbliche Amministrazioni devono ridurre le spese per consulenze dell'80%, a nostro avviso dobbiamo da subito andare in questa direzione attraverso un concreto investimento sulle diverse risorse umane esistenti all'interno degli Enti.
E' bene che tutti gli Enti pubblici comprendano la necessità di spostare l'attenzione dalle risorse nazionali, che saranno sempre meno sia per la crisi economica che per il Federalismo fiscale, a quelle territoriali. Le risorse territoriali dovranno essere gestite con grande sobrietà, lungimiranza e oculatezza e dovranno rispondere sempre di più a parametri di efficienza e di merito. Andrebbero in questo senso sensibilmente ridotte le consulenze, in particolare quelle che evidentemente rispondono a una gestione impropria e più attenta alle sensibilità politiche che all'efficienza degli Enti.
La Cisl sottolinea che la concertazione e la contrattazione territoriali saranno i temi su cui ricostruire un nuovo paradigma economico-sociale e le risorse pubbliche saranno il perimetro della difesa dei servizi a scapito dei privilegi e degli sprechi.
(*) Segr. Gen. regionale Cisl Umbria
Segr. Gen. regionale Fp Cisl Umbria