Non ci vuol credere nessuno. Che un attentato, incendiario o dinamitardo che sia, possa aver colpito la città del festival è una cosa inimmaginabile da queste parti. E’ vero, Spoleto ospita un carcere di massima sicurezza, ma atti intimidatori di tale portata non se ne sono mai verificati. Merito anche delle forze dell’ordine che, a dispetto di organici non sempre all’altezza del comprensorio (il più vasto della regione con oltre 600 chilometri quadrati), hanno sempre contrastato con successo i tentativi della criminalità di entrare in città. Del fatto, già dalle 6,30 di stamattina è stato informato il sindaco Massimo Brunini informato costantemente dell’evolversi della situazione. “Non ho ancora dati ufficiali – dice a TO® – e quindi mi pare il caso di conoscere meglio la situazione. Mi auguro che l’autorità giudiziaria e le forze dell’ordine accertino cosa è successo stanotte. Non voglio immaginare niente di così grave come ad un attentato. Forse è un atto sconsiderato, come tanti altri se ne verificano in giro per il Paese, ma spero si possa escludere ogni collegamento a fenomeni malavitosi”.
Nessuno lo dice chiaramente ma la paura è che si possa trattare di un segnale mafioso. “Certo è una cosa che preoccupa” dice Leonello Spitella, presidente della locale associazione commercianti (cui è iscritta la Ciani) che alle 9 era già in Via Repubblica. “Aspettiamo con fiducia l’evolversi della inchiesta. Credo che come Associazione chiederemo un incontro ai responsabili delle forze dell’ordine”. Anche il sindacato alza il livello di attenzione. “Riteniamo che a Spoleto come ancor più a Foligno – dice al telefonino Bruno Piernera, segretario per la Cisl del comprensorio – debbano aumentare i controlli. Oggettivamente la gente comincia ad avere paura, non si vive più quella qualità di vita che aveva contraddistinto fino a qualche anno fa i piccoli centri come i nostri. Anche questo fattore si ripercuote sull’economia delle nostre città. Senza pensare che spesso i commercianti non fanno neanche l’assicurazione, perché magari copre poco o niente. Con il rischio che quando capitano incidenti o, ancor più grave, episodi simili ci si possa ritrovare sul lastrico”.
(pubblicato alle h 12.50)
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