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ATTENTATO DINAMITARDO A SPOLETO: E’ UNA DELLE IPOTESI DELLO SCOPPIO DI QUESTA NOTTE (Nuove foto)

Scene come quella di Via della Repubblica, nella prima e popolata periferia di Spoleto, riportano la mente a quelle ben più lontane e drammatiche che arrivano quotidianamente sui Tg da Beirut, Herat, Baghdad. Neanche il muro in cemento armato della nuova costruzione è riuscito a contenere completamente la devastante deflagrazione. Ma ha fatto il suo 'dovere'. Sul giardino sottostante, quello che ospita un asilo nido (gestito dalla Cooperativa Il Cerchio), centinaia di mattoni e pezzi di vetro caduti dopo il boato. Se solo fosse successo di giorno sarebbe stata una strage. E’ sconvolta la titolare, C.C., 25 anni appena, residente a Castel Ritaldi ma ormai conosciuta e stimata esercente a Spoleto dove tiene la sua attività di vendita di filati e abbigliamento intimo.

L’esplosione – l’allarme ai carabinieri, titolari dell’inchiesta, è scattato intorno alle 1 di questa notte quando la deflagrazione ha svegliato di soprassalto un paio di famiglie che abitano la lunga palazzina. Sono arrivati a sirene spiegate i militari del capitano Pasquale Megna. Convinti, come i residenti, che si fosse trattato magari dello scoppio di una bombola. Sul posto anche i vigili del fuoco, usciti dopo la mezzanotte per una apertura porta e subito dirottati sul luogo dell’esplosione. Ma la scena che si è presentata ai soccorritori ha fatto subito intuire che la vicenda era di ben altra piega.

Il dolo – a confermare che lo scoppio e il seguente incendio sia di origine dolosa sono più indizi che gli investigatori hanno subito individuato. Come la porta di ingresso, con tanto vetro antisfondamento andato in briciole, che risultava forzata. O il faretto sistemato proprio davanti al negozio (guarda la foto) che i malviventi avrebbero rotto per operare così indisturbati. Di più. A quanto hanno appurato dal primo sopralluogo e alla luce della testimonianza della titolare, all’interno del negozio non c’era nulla che potesse deflagrare. E l’impianto elettrico non era ancora stato attivato..

Le indagini – si muovo a 360° i carabinieri della compagnia di Spoleto. Anche gli agenti del locale Commissariato, diretto dal vice questore Francesca Peppicelli, stanno dando il loro contributo per cercare di addivenire la più presto ad accertare responsabilità ed individuare gli autori. Ogni pista dunque viene battuta. Dalla vita privata della titolare non emerge nulla. Nessun problema, di nessuna natura. Né sentimentale (è fidanzata con un giovane de La Bruna), né economico. Avrebbe dovuto trasferirsi in quel locale nel prossimo fine settimana: l’inaugurazione era fissata per sabato e molta merce, che ha alimentato le fiamme di questa notte, era già negli scaffali. Che possa allora trattarsi di un avvertimento a qualcun altro? Forse, lo stabilirà l’inchiesta seguita direttamente dal procuratore capo Gianfranco Riggio. Come pure dovrà esser chiarito se l’esplosione è dovuta ad un ordigno esplosivo o a qualche altro materiale. “La tipologia dei danni strutturali – si legge in una nota emessa poco fa dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco – non esclude che si sia fatto ricorso a sostanze acceleranti o infiammabili ad elevata capacità di emettere vapori”. In questi minuti vigili del fuoco ed esperti delle forze dell’ordine sono tornati nel negozio per un esame più approfondito. La prima cosa che cercheranno saranno eventuali tracce dell’esplosivo. Intanto è probabile che i carabinieri acquisiscano i filmati di tutte le telecamere di videosorveglianza poste lungo le vie limitrofe. Insomma, ogni traccia, ogni segnale utile a risalire agli autori dell’attentato.

Un testimone – stando a quanto trapela uno dei residenti avrebbe sentito dei colpi poco prima dell’esplosione. Ha pensato si trattasse di qualche scalmato che si trovava in strada. Con ogni probabilità, invece, il malfattore (o i malfattori) avevano appena rotto il faro di illuminazione del negozio.

I danni – I danni sono notevoli. Il negozio, di 100 metri quadri, è andato letteralmente distrutto come la quasi totalità della merce. Il rogo è stato domato completamente solo alle 5 di stamattina. La struttura portante ha retto bene all’onda d’urto tanto che sia l’asilo nido sottostante, sia gli appartamenti sopra all’esercizio sono stati dichiarati agibili. Ma è saltata la cortina in mattoni di rivestimento del fabbricato.

Si torna alla normalità – non nascondono la loro paura né i commercianti né le poche famiglie che abitano la struttura residenziale. Non tutti hanno ancora preso possesso delle rispettive proprietà. C’è chi ha affittato dal prossimo 1 ottobre ed è venuto a controllare cosa è successo al suo appartamento. L’asilo ha comunque riaperto regolarmente, come pure i negozi. Si torna alla normalità dunque. Nascondendo tutti bene la paura

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