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Ast-Terni, Prc “Avanti con lo sciopero”

Redazione

Ast-Terni, Prc “Avanti con lo sciopero”

Mar, 05/11/2013 - 17:15

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Ast-Terni, Prc “Avanti con lo sciopero”

Prc Terni

Il “verbale di riunione” sottoscritto lunedì 28 ottobre dalla dirigenza dell'AST, le segreterie territoriali di categoria e la maggioranza dei coordinatori delle RSU, rappresenta un pericoloso arretramento rispetto a quanto rivendicato nel recente passato dalle forze sindacali, che si erano dichiarate indisponibili a qualsiasi riduzione dei livelli occupazionali in assenza di un piano industriale per il polo siderurgico ternano.
Le cautele utilizzate in questi giorni per illustrare il contenuto del verbale, sottoscritto senza attivazione delle assemblee dei lavoratori, non bastano infatti a nascondere un dato di fatto inequivocabile: ad essere uscita vincente è stata la linea dell'azienda, che prima del cambio di proprietà ottiene in questo modo non solo l'impegno in favore della mobilità “ipotetica e futura” per circa 130 lavoratori dell'AST, senza vincoli sulle modalità del loro reintegro, ma anche quello per un'eccezionale piano di ricollocazione della forza lavoro, che rischia di avere pesantissime ricadute sull'occupazione presso le ditte appaltatrici, per le quali è assente qualsiasi tipo di garanzia.
Se il verbale di riunione dovesse tradursi in un accordo, saremmo in sostanza di fronte ad un'operazione il cui saldo netto, in termini di forza lavoro, sarebbe irrimediabilmente negativo; il problema non è certo il ricorso alla mobilità, bensì l'assoluta assenza di impegni sia rispetto alla stabilizzazione dei lavoratori che saranno eventualmente impiegati per reintegrare quanti usciranno dal mondo del lavoro, che per la tutela dell'occupazione e della continuità delle attività presso le ditte appaltatrici.
Quanto prospettato dall'AST è un autentico disegno recessivo, totalmente avulso dalle reali necessità della fabbrica, la cui gestione viene “piegata” alle esigenze attuali di Outokumpu – e, con buona probabilità, a quelle future del nuovo acquirente – di ridurre il personale ed i livelli produttivi.
La gravità della situazione in cui versa il polo siderurgico ternano chiama direttamente in causa tutti coloro che si erano impegnati a vigilare sull'esito della vertenza e che, aldilà delle promesse, continuano a lasciare i lavoratori e i sindacati soli di fronte al ricatto padronale.
Come PRC di Terni riteniamo ormai urgente la ripresa della mobilitazione territoriale su basi del tutto nuove rispetto a quelle finora assunte dagli esecutori politici e in particolare dal Governo nazionale, che non ha mai preso in considerazione la possibilità di intervenire direttamente nel settore e scongiurare la corsa al ribasso sulla siderurgia ternana e nazionale. Quanto successo nella manifestazione del giugno scorso non può essere dimenticato, come pure non può essere dimenticato il necessario riconoscimento, da parte del Governo, di Terni come area di crisi complessa, e il diritto dei lavoratori siderurgici ad avere un autentico piano industriale per l'AST, senza il quale non è possibile nessun accordo. Dalla capacità di tener fermi questi indispensabili elementi di garanzia per il futuro industriale del territorio dipende in ultimo la stessa efficacia dello sciopero del prossimo 15 novembre, che può e deve costituire il momento in cui raccordare le tante vertenze aperte e dare di nuovo la voce ai lavoratori.


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