“San Francesco vive”. Frate Giulio Cesareo, addetto stampa del Sacro Convento, lo ha pronunciato così, al presente, aprendo ufficialmente l’ostensione. Una scelta non casuale: Francesco non è un capitolo chiuso della storia e della religione, ma una presenza che continua a parlare al nostro tempo, a interpellare coscienze. A muovere anime e persone.
E i numeri raccontano proprio questo. Sono 400mila le prenotazioni registrate in poche settimane per la venerazione delle spoglie mortali del Santo, nel cuore dell’VIII Centenario della morte (1226–2026). Un mese che cambia il ritmo della città: Assisi si prepara ad accogliere pellegrini dai cinque continenti fino al 22 marzo, data della celebrazione conclusiva.
Le prenotazioni per la venerazione sono circa 400.000. L’80% dei pellegrini è italiano, ma significativa è la presenza internazionale:
Per Assisi significa flussi continui per un mese intero, con ingressi regolati:
Due i percorsi previsti:
Percorso A (10-16, lunedì-venerdì), guidato da un frate, per gruppi fino a 60 persone.
Percorso B, autonomo, prima delle 10 e dopo le 16 nei feriali, per l’intera giornata nel weekend.
In Basilica non è consentito scattare foto o registrare video.
A sostenere l’organizzazione, a supporto della poderosa macchina organizzativa, sono circa 400 volontari, appartenenti a oltre 60 associazioni.
Il 63% sono donne, il 37% uomini.
L’età varia tra i 16 e gli 80 anni.
Le provenienze includono Italia, Romania, Francia, Germania, Ucraina, Polonia, Grecia, Serbia, Russia, Brasile, Perù, Australia, Messico, Ungheria, Kenya, Pakistan, Mozambico, Repubblica Ceca, Marocco, India, Belgio e Moldavia.
Una rete che affianca Protezione Civile, Misericordie e realtà associative del territorio. La sicurezza delle spoglie è infatti garantita da un sistema articolato.
Le reliquie sono custodite in un’urna di vetro antiproiettile e antisfondamento, descritta come “trasparentissima”. I pellegrini potranno avvicinarsi e toccare il vetro, ma la protezione è totale.
Mobilitate tutte le principali forze dell’ordine: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione Civile Regionale.
La collaborazione tra volontari e forze di sicurezza consentirà dunque un afflusso ordinato, la gestione dei percorsi spirituali e il controllo costante dell’area.
La città, in qualche modo, sarà “ripagata” di questo momento da alcune opere strutturali che resteranno oltre l’evento. Tra queste l’installazione di un nuovo ascensore, l’attivazione di un secondo ascensore per il chiostro superiore e le pedane per eliminare barriere architettoniche.
Numeri che raccontano di una città che si apre e accoglie. E se 400mila persone si mettono in cammino verso Assisi in un solo mese, allora quella frase pronunciata all’inizio trova conferma: San Francesco vive.