Lunedì scorso sono state diffuse due notizie rilevanti per quanto riguarda l’accordo di programma Arvedi Ast. La seduta del 16 gennaio 2026 della Camera dei Deputati, nel corso della quale il Viceministro del MIMIT ha richiamato il ruolo strategico dell’Accordo di Programma firmato l’11 giugno 2025 per Acciai Speciali Terni Arvedi, definendolo “uno degli assi portanti della politica industriale nazionale”. La seconda è relativa all’iniziativa promossa dall’Assessorato all’ambiente della Regione Umbria concernente la qualità dell’aria, con un focus sul nichel e altri metalli, presentata come la prima applicazione dell’Accordo.
“A fronte di tali dichiarazioni pubbliche, appare ormai evidente una grave carenza informativa e di confronto istituzionale nei confronti delle organizzazioni sindacali e, di conseguenza, dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento di Terni – si legge in una congiunta dei sindacati confederati – Una situazione che come Organizzazioni sindacali riteniamo non confacente al sistema di relazioni”. La Regione, tramite l’assessore Thomas De Luca, ha risposto che l’Ente convocherà i sindacati indipendentemente da ciò che farà il Governo, al quale spetterebbe la regia di un tavolo di confronto
Sindacati “Trascorsi 7 mesi e non è stato avviato monitoraggio dell’Accordo”
“È doveroso ricordare al Governo e alla Regione Umbria – ricordano i sindacati – che dalla firma dell’Accordo di Programma sono trascorsi sette mesi senza che sia stato attivato il previsto meccanismo di monitoraggio, nonostante nel testo dell’accordo sia chiaramente scritto che: “Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è attivato un tavolo di lavoro per monitorare il rispetto degli impegni e delle tempistiche di cui al presente articolo, con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali e delle competenti amministrazioni centrali e territoriali”.
“Tavolo mai convocato”
“Un tavolo che, ad oggi, non è mai stato convocato, privando i lavoratori di un confronto trasparente e
strutturato sul futuro industriale, occupazionale e ambientale di AST. A ciò si aggiunge il fatto che come Organizzazioni sindacali territoriali stiamo ancora aspettando di ricevere dalle Istituzioni firmatarie, gli allegati dell’Accordo di programma, allegati che sono elementi di sostanza rispetto alla tenuta, sviluppo e realizzazione dell’Accordo stesso. Ci saremmo aspettati dalla Regione Umbria l’apertura di un confronto preventivo e intermedio, che poteva essere anche sul tema del nichel e della qualità dell’aria. Invece, ancora una volta, si procede per annunci unilaterali, senza alcun coinvolgimento delle parti sociali, tenuto conto anche dell’incontro chiarificatore organizzato in Prefettura lo scorso marzo proprio sui temi ambientali”.
Sindacati vigilano
“In questo contesto, riteniamo politicamente e istituzionalmente non corretto alimentare il dibattito pubblico sull’evoluzione dell’Accordo di Programma senza dare attuazione agli strumenti di governance previsti e indispensabili per verificare la reale messa a terra del Piano industriale, con una discussione avviata ma che non decolla in una fase di mercato globale segnata da forte instabilità e incertezza.
Come Fim Cisl Fiom Cgil Uilm Uil e Cgil Cisl Uil di Terni ribadiamo con forza che continueremo a
esercitare il nostro ruolo di rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici di AST — diretti, somministrati e dell’indotto — affinché l’Accordo di Programma non resti un contenitore di enunciazioni, ma si traduca in un concreto sviluppo delle produzioni di eccellenza, maggiormente compatibili con l’ambiente, e rappresenti una reale garanzia per i livelli occupazionali, salariali e di sicurezza in un quadro di relazioni istituzionali e industriale partecipate.
La Regione “Massima disponibilità”
“La Giunta regionale ha sempre manifestato la massima disponibilità al confronto e al dialogo con le organizzazioni sindacali su ogni aspetto di propria competenza, compreso l’Accordo di programma delle Acciaierie di Terni. Tale disponibilità è assolutamente ribadita e confermata ben oltre i percorsi istituzionali definiti dalle norme o dalle intese” – è la risposta dell’assessore regionale del M5S, Thoma De Luca, che ha aggiunto: “Rispetto alla nota diffusa oggi pomeriggio dai sindacati, occorre al tempo stesso ricordare che il citato articolo 8 dell’Adp, relativo agli impegni occupazionali, non riguarda la qualità dell’aria e vede comunque in capo al Ministero dell’industria e del Made in Italy, la convocazione delle organizzazioni sindacali. Stessa cosa vale per il comitato esecutivo previsto dal seguente articolo 9 avente per oggetto il monitoraggio dell’attuazione dell’Accordo di programma che prevede il coinvolgimento esclusivo dei soggetti firmatari”.
“Convocheremo noi un tavolo, a prescindere dal Governo”
La conferenza stampa del 19 gennaio ha riguardato l’attuazione dell’articolo 5, relativo alla qualità dell’aria, che è stato oggetto dell’incontro del 1 ottobre 2025 (foto nel post) a cui hanno partecipato tutte le sigle sindacali. È doveroso altresì ricordare che a seguito del citato incontro in Prefettura di marzo 2025, ci sono stati ben due confronti promossi dalla Regione, in cui il monitoraggio ad alta definizione spaziale era stato illustrato. È impegno del sottoscritto, di concerto con il collega Francesco De Rebotti, riconvocare un tavolo di confronto con i sindacati nel più breve tempo possibile per l’aggiornamento richiesto sullo stato d’attuazione dell’Adp, sia per quanto concerne sia le tematiche ambientali che quelle energetiche, a prescindere dalla mancata convocazione dei tavoli da parte del Governo.